Rassegna dal web
Federica Zoja
(da Reset)*
È in questa cornice di trompe l’oeil politici, falsità cronachistiche, amicizie segrete che matura in tutta la sua drammaticità la Naksa (in arabo “caduta”, termine con cui viene ricordata la sconfitta bruciante inferta dagli israeliani nel giugno del 1967), evento imprescindibile per coloro che vogliono comprendere il presente dell’abbraccio mortale israelo-palestinese.
Rassegna dal web
Valerio Renzi
(da DinamoPress)*
Inneggiamo al maiale perché fa parte del nostro paesaggio culturale e alimentare, dove conquista una centralità altrove sconosciuta. Il maiale diventa così non solo il totem di un rito di abbondanza e comunione, ma arma a disposizione dei nuovi crociati e delle bramosie di un mercato in cerca costante di nuove mode e della creazione di nuovi bisogni.
Nota quotidiana
Matteo Pucciarelli*
Nel 1987, all'apice della carriera, Paolo Villaggio decise di candidarsi con Democrazia Proletaria. Quest'episodio è riportato nel libro di Matteo Pucciarelli "Gli ultimi mohicani" da cui riprendiamo questo stralcio per il nostro saluto al Ragionier Fantozzi.
Nota quotidiana
Odei - Osservatorio
editori indipendenti
Dopo il fallimento della prima edizione di Tempo di libri che aveva tentato di cancellare il Salone di Torino, l'Aie rilancia la seconda edizione sempre a Milano 2 settimane prima di Book Pride, la fiera degli editori indipendenti. Di seguito il comunicato dell'Odei #IoVadoABookPride
Rassegna dal web
Alberto Prunetti
(Da Lavoro culturale)*
Su lavoroculturale.org i consigli di lettura di Alberto Prunetti, tra cui ben 4 titoli di Alegre.
Tempi moderni
Alberto Prunetti (Da Giap)*
Una dentatura che mi aveva già colpito, ingrandita quasi a sgranarsi, quando l’avevo vista sulla copertina de La danza delle mozzarelle, il saggio di Wolf Bukowski che passava sotto il rasoio della critica il progetto di Eataly.
Nota quotidiana
Tommaso Di Francesco
(da il manifesto)
Non più due Stati, ma nemmeno uno Stato solo, quello israeliano che ha requisito le loro terre ma non intende accettarli se non in regime di apartheid. Non sono bastate, ricordano gli autori, stagioni di intifada, leader prestigiosi, disperazioni collettive, decine di migliaia di vittime.
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