Nota quotidiana

Yamaha, i lavoratori restano sul tetto per la settima notte

Ad Acireale occupato il Comune dai precari, a Forlì un lavoratore di Hera ucciso da un blocco di rifiuti gelato. Intanto è ancora in alto mare la vertenza Dalmine mentre nel Lazio Cgil, Cisl e Uil scrivono ad Alemanno e Zingaretti per chiedere la convocazione di consigli straordinari contro la crisi

Restano sul tetto della fabbrica di Lesmo (Monza) e si apprestano a trascorrere la settima notte al gelo i quattro operai della Yamaha che da giorni protestano contro la chiusura dello stabilimento. Lo comunica la Cisl Lombardia in una nota. «Nonostante alcune notizie d'agenzia - si legge nella nota - nessuna proposta concreta è giunta ai 66 lavoratori dello stabilimento di Lesmo che pertanto hanno deciso di continuare nella loro protesta». «Senza un impegno chiaro da parte dell'azienda noi non scendiamo» hanno detto gli operai, secondo quanto riporta la Cisl. I lavoratori sono in attesa di un eventuale nuovo incontro presso il ministero che Sacconi ha detto di voler tenere domani. Ma i lavoratori per stanotte dormono ancora sul tetto innevato.

Acireale, precari del comune occupano aula consiliare
Dalla notte scorsa i lavoratori precari del comune di Acireale, in provincia di Catania, costituitisi nel «Movimento acese lavoratori precari», hanno occupato l'aula consiliare del comune di Acireale per chiedere la continuità del loro rapporto di lavoro con l'ente. «Nonostante l'Agenzia regionale per l'impiego - sottolinea il Malp in un comunicato - abbia formalizzato che la tipologia di spesa relativa al personale precario non sia da annoverarsi tra le voci di costo relative al personale, bensì tra quelle a destinazione assistenziale e quindi non rientrante nel novero delle voci di costo rilevante ai fini del patto di stabilità interno, il sindaco ritiene che tale disposizione non sia sufficiente a garantire l'Ente dal cosidetto sforamento del patto di stabilità». Il Malp ha reso noto che l'occupazione proseguirà ad oltranza «fino a quando non verrà formalizzata ufficialmente una soluzione normativa e il comune predisporrà tutti gli atti necessari, anche con una adozione di delibera di giunta, a garantire la continuità dei rapporti in atto col personale precario».

Omicidi bianchi, un morto all'Hera per un blocco di rifiuti gelato
Un pesante blocco gelato di rifiuti si è staccato dal resto del carico, facendo impennare il camion che lo ha travolto. È morto così, questa mattina a Forlì, Elio Piovaccari, 58 anni, che stava lavorando all'impianto per la separazione dei rifiuti di Hera. Poco dopo le otto, secondo una ricostruzione ancora in corso di verifica, l'uomo ha portato in retromarcia il camion sino sul bordo della grande vasca in cemento dove i rifiuti vengono scaricati. È poi sceso per controllare la fase di sollevamento del pianale del camion per permettere lo scarico dei rifiuti. A provocare l'improvvisa tragedia sarebbe stato un grosso e pesante blocco gelato di rifiuti che si è staccato dal resto del carico e che avrebbe provocato l'impennarsi del camion che è precipitato nella sottoStante vasca, travolgendo l'operaio. Quando gli altri dipendenti Hera sono accorsi, per l'uomo, travolto dal carico e dal camion, non c'era più nulla da fare.

Dalmine, la vertenza non è chiusa
È stata interrotta senza una soluzione definitiva la trattativa tra l'azienda e i sindacati, al centro dell'incontro che si è svolto a Bergamo fino a tarda notte. Le parti si rivedranno il 28 dicembre a Bergamo. Le divergenze tra i sindacati e l'azienda sono legate alla riorganizzazione del sito di Dalmine e al numero di esuberi previsti. Il piano originale, presentato a settembre dall' azienda, prevedeva 1024 esuberi sul totale di 2814 dipendenti dei presidi nazionali del gruppo, con la dismissione dello stabilimento di Piombino. Una prospettiva di chiusura, come confermato dai responsabili di Fim, Fiom e Uilm, ritrattata dall'azienda dopo la proposta avanzata dalla Regione che si è impegnata a siglare, entro gennaio, un protocollo per rafforzare la presenza dell'azienda sul territorio piombinese. «Stiamo lavorando con l'azienda - ha detto il segretario provinciale Fiom, Luciano Gabrielli - ad un accordo complessivo che non comporterà alcun licenziamento. Ma sono sorti problemi sui numeri e sulla riorganizzazione del lavoro che hanno bloccato le trattative». L'azienda ha presentato ai sindacati un nuovo piano di ridimensionamento del personale che interesserà i presidi nazionali del gruppo, compreso lo stabilimento piombiense. Dai 124 dipendenti del tubificio si dovrebbe scendere intorno alle 100 unità. Per assorbire la flessione dell'organico si ricorrerebbe a nuovi ammortizzatori sociali, con cig a rotazione, e, in prospettiva, alle uscite per mobilità incentivata e ai pensionamenti.

Cgil, Cisl e Uil scrivono a Alemanno e Zingaretti per Consigli straordinari
Ammontano a 70mila i lavoratori in cassa integrazione e mobilità nel Lazio, 45 mila dei quali solo a Roma. E il 2010 potrebbe essere ancora più duro del 2009. E' quanto affermano Cgil, Cisl e Uil in una lettera congiunta inviata al sindaco Alemanno e al presidente della Provincia di Roma, Zingaretta, nonché ai capigruppo consiliari. Nella lettera si chiede la convocazione dei consigli comunali e provinciali straordinari sui temi della crisi. Prospettiva a cui ha dato il suo assenso. «Ho chiesto che si convochi per i primi consigli di gennaio un Consiglio straordinario sulla crisi economica perchè ritengo giusta la richiesta dei sindacati» è stata la risposta di Zingaretti. Anche il consigliere comunale di ActionDiritti, Andrea Alzetta, ha espresso sostegno alla richiesta dei sindacati: «Mi unisco con convinzione alla richiesta dei sindacati di un consiglio straordinario sulla crisi. Aggiungo che la crisi è più profonda di quanto si crede perché hai dati sui licenziamenti e la cassa integrazione vanno aggiunti tutti i contratti precari non rinnovati o la condizioni delle nuove figure di lavoro autonomo».

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