Corrispondenze

Vittoria all'Hotel Bauen: un sì all'esproprio!

Gigi Malabarba*

Giornata storica per i lavoratori e le lavoratrici che occupano l’Hotel Bauen di Buenos Aires da 13 anni: il Congresso argentino ha deciso l’esproprio dell’impresa Mercoteles S.A. a favore dei 130 occupanti.

Giornata storica per i lavoratori e le lavoratrici che occupano l’Hotel Bauen di Buenos Aires da 13 anni: il Congresso argentino ha deciso l’esproprio dell’impresa Mercoteles S.A. a favore dei 130 occupanti che per tanti anni hanno fatto funzionare in autogestione lo storico albergo-grattacielo. Esultano i soci della Cooperativa e la federazione FACTA, insieme a tutte le forze sociali che da anni si battono per un’economia sociale autogestita da chi lavora. Ora si aspetta nel giro di pochi giorni che il Senato converta definitivamente in legge il provvedimento.

Il Bauen, Buenos Aires Una Empresa Nacional, fu costruito nel 1978 in piena dittatura militare grazie a un consistente prestito della Banca Nazionale alla famiglia Iurcovich, in tempo per sfruttare il turismo calcistico legato alla Coppa del mondo. La concorrenza delle multinazionali alberghiere già dalla fne degli anni ‘80 aveva segnato il suo declino, fino alla definitiva chiusura con la grande crisi del 2001.
I lavoratori e le lavoratrici non si rassegnarono al licenziamento e – sull’esempio di molte imprese recuperate - occuparono l’edificio nel 2003, lo rimisero in sesto e cominciarono ad ospitare qualche mese dopo i primi clienti. Dapprima quelli legati alle imprese autogestite, che ne hanno fatto il luogo principale per le loro iniziative insieme a tutto il circuito associazionistico e della solidarietà, e poi man mano che si consolidava la struttura anche i tradizionali turisti.
Da Chavez un notevole aiuto economico e politico è arrivato nel 2005, quando il Venezuela ha fatto sì che i 60 ragazzi della Filarmonica Simon Bolivar alloggiassero al Bauen per due mesi.
L’investimento fatto negli anni per ristrutturare l’edificio, garantire un numero di alloggi a settori della popolazione con meno risorse e generare uno spazio culturale completamente aperto alla cittadinanza è stato il frutto dell’autogestione.
I governi di Nestor Kirchner e di Cristina Fernandez hanno sempre avuto un atteggiamento contraddittorio nei confronti delle imprese recuperate: disponibili a discutere, ma poco a tradurre in provvedimenti legislativi che riconoscessero le occupazioni, lasciando quindi nelle mani del corrotto sistema giudiziario ogni decisione. E così nel 2007 una giudice ha ordinato lo sfratto. La resistenza dei soci della Cooperativa si è subito manifestata con un forte sostegno popolare e con un ricorso legale, che ha prodotto una sospensione del provvedimento, invocando l’esproprio.
Questa misura però non è mai stata ottenuta e periodicamente i lavoratori hanno dovuto ricorrere alla mobilitazione e al sostegno anche a livello internazionale per continuare nella loro esperienza.
Fino ad oggi. Paradossalmente, o forse no, ora che ha vinto le elezioni presidenziali Mauricio Macri, della destra liberale (che si insedierà il prossimo 10 dicembre) il Congresso argentino uscente ha deliberato l’esproprio con una risicatissima maggioranza, mentre la destra ha boicottato la seduta. Tutte le speranze dei lavoratori sono rimesse ora nel voto della camera alta, dove però saranno ancora più forti le pressioni su settori della vecchia maggioranza peronista, invitati a non procedere all’approvazione di nessun nuovo provvedimento legislativo.

La Vio.Me resiste!

Nella stessa giornata della vittoria del Bauen, dall’altra parte dell’oceano, la Vio.Me di Salonicco, occupata dal 2013 anch’essa sull’esempio delle imprese recuperate argentine, si è mobilitata con successo contro la messa all’asta del terreno, preludio allo sgombero. 200 sostenitori si sono affiancati ai 50 operai occupando la sede del Palazzo di Giustizia e resistendo al tentativo di cacciata da parte della polizia. Anche in questo caso la solidarietà popolare del territorio e il sostegno internazionale sono stati determinanti: solo in questi casi, infatti, per ottenere una sospensione della procedura le autorità si accorgono dell’esistenza di possibili ‘errori procedurali’…
Pieno sostegno alla lotta della Vio.Me!
La vittoria del Bauen può incoraggiare la resistenza di tutte le realtà occupate con autogestione della produzione!

Altre info:
http://www.facta.org.ar/news/el-bauen-a-un-paso-de-la-expropiacion/
http://www.viome.org/2015/11/real-time-information-from-courts-of.html
http://www.pagina12.com.ar/diario/elpais/1-287052-2015-11-27.html

*Fabbrica recuperata Rimaflow - Trezzano sul naviglio. Fonte: http://www.communianet.org/lotte-di-classe/vittoria-allhotel-bauen-un-s%...