Corrispondenze

Tunisia: Ben Mhenni, "Temo altre violenze"

Luciana Borsatti

Dopo l'assassinio di Chokri Belaid, la "Tunisian girl" accusa in primo luogo il ministero dell'Interno, primo responsabile di quanto accaduto, e indirettamente anche il partito islamista Ennahda.

E' pessimista sul futuro e vi vede ''il caos'', la blogger tunisina Lina Ben Mhenni, dopo l'assassinio di Chokri Belaid, esponente dell'opposizione laica freddato stamani mentre usciva dalla sua abitazione a Tunisi. ''Quando cominciano gli omicidi, non c'e' che da aspettarsi altra violenza'', dice parlando al telefono con ANSAmed.

Voce tenace della rivoluzione con il suo blog 'Atunisiangirl', e' appena tornata a casa dalla manifestazione di viale Bourghiba, e racconta di violenze della polizia e di gas lacrimogeni contro i manifestanti che gridavano la loro rabbia davanti alla sede del ministero dell'Interno. Quella morte ''e' stato uno shock per tutti noi. Anche se ci aspettavamo un altro assassinio, dopo quello di pochi mesi fa a Tataouine'', racconta. Il riferimento e' a Lofti Naguedh, segretario regionale dello stesso partito, morto a seguito di un pestaggio nell'ottobre scorso nella citta' del sud.

Quella di oggi e' dunque la seconda vittima di una serie di aggressioni contro Nidaa Tounes, per le quali i principali sospettati sono gli uomini della Lega per la difesa della rivoluzione. Anche la giovane blogger chiama in causa per le violenze questa organizzazione, nelle cui file, accusa, vi sono ''ex carcerati pagati proprio per questo''. Per capire chi siano i colpevoli di quest'ultimo omicidio bisogna pero' attendere i risultati delle indagini, premette Lina, sicura comunque che i responsabili ''stanno mandando un messaggio a tutti''. Ma accusa in primo luogo il ministero dell'Interno, primo responsabile di quanto accaduto, ''perche' non e' in grado di garantire la sicurezza dei cittadini''. E indirettamente e' dunque responsabile, aggiunge, anche il partito islamista Ennahda, al governo del Paese.

Lei stessa - nemmeno 30 anni, minuta e dalla voce sottile, insignita nel 2011 del Premio Roma per la Pace e l'Azione umanitaria - e' stata ripetutamente oggetto di minacce, tanto che nel maggio scorso anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi le ha fatto giungere un messaggio di solidarieta', dopo che era stata picchiata da tre poliziotti in un locale nel centro di Tunisi. Anche la settimana scorsa, racconta, e' stata seguita da qualcuno in automobile, in uno dei frequenti episodi, riferisce, che accadono ''a quelli che criticano il governo, giornalisti, cyber-attivisti''. Ma dopo l'assassinio di Belaid, esiste il rischio di una guerra civile, per certi aspetti simile a quella della vicina Libia? ''Certamente finora qui non sono circolate molte armi, se non forse in mano a qualche elemento islamista'', risponde. Ma certamente si attende piu' violenza di quella che vi e' stata finora. E anche le forze di opposizione, conclude, ''devono provare a fare qualcosa'' per salvare il Paese. (ANSAmed).