Corrispondenze

Tre volte Evo

Martin Sivak (da eldiplo.org)

Morales vince ancora e si appresta ad iniziare il suo terzo mandato da presidente, dopo indubbi successi nelle politiche sociali ed economiche, ma senza avere ancora iniziato la necessaria spersonalizzazione del processo bolivariano.

Il 23 Gennaio 2012, Juan Evo Morales Ayma camminava sullo stesso campo di calcio dove la Bolivia aveva battuto l'Argentina 6-1 in una partita delle qualificazioni per la Coppa del Mondo in Sud Africa. Ai suoi piedi, una delle quattro tribune dello stadio Hernando Siles gli regalava un’assistenza perfetta grazie alla presenza di giovani aspiranti alle Forze Armate.

In un'intervista al Diplò, che era iniziata con una domanda fuori dagli schemi, ha detto: "Ci sono tre nuove questioni per questa nuova fase: la prima sono i valori, l'autorità che non ruba, non mente e non si piega (disse parlando in aymara) sarà sempre rispettata. La seconda questione è che le risorse naturali non possono essere privatizzate. La terza che i servizi di base sono diritti umani. Questa è l’agenda che porteremo avanti nei prossimi anni".

Morales è entrato in carica come Presidente nel 2006 con un programma basato sulla nazionalizzazione delle risorse naturali e sull'adozione di una nuova costituzione che ha portato avanti con discorsi radicali ma anche con concessioni. Dal momento che nel 2008 è riuscito a rendere innocui i gruppi che si opponevano alle sue riforme ha ossessivamente cercato di trovare un nuovo programma.

Ha governato durante il periodo di maggiore stabilità politica dal ritorno della democrazia nel 1982 e quello economicamente più favorevole di tutta la storia del Paese. I proventi delle esportazioni sono passati da 2.000 milioni a 10.000 milioni di dollari, le riserve monetarie hanno raggiunto il record di oltre 14.000 milioni di dollari (51% del PIL), è riuscito quasi a raggiungere la piena occupazione (il settore edilizio è un elemento chiave da questo punto di vista e si espande al 10% anno), tra il 2006 e il 2012 sono stati costruiti il doppio dei km di strade rispetto agli 887 realizzati nel periodo 2001-2005, con un investimento di 2.000 milioni di dollari, il più alto nella storia del paese. L’estrema povertà urbana è scesa dal 24% al 14% e quella rurale dal 63% al 43%. In un paese con una storia di iperinflazione, la bassa inflazione controllata è stata la chiave del successo. La fiducia si è tradotta anche in un'altra variabile importante: la moneta boliviana si è apprezzata nei confronti del dollaro.

Se nel suo primo mandato (2006-2010) Morales si è scontrato con le Elite del ricco Oriente boliviano che sfidavano la sua legittimità, nel secondo ha incontrato la resistenza da parte della sua stessa base elettorale ovvero tra i sindacati, le organizzazioni delle popolazioni indigene, i coloni e i contadini, ed anche le classi medie urbane, che hanno contribuito in maniera decisiva per raggiungere il 64% dei voti alla sua seconda rielezione. Inoltre Morales si è allontanato dal Movimiento Sin Miedo, che è stato un fondamentale alleato politico nei settori della classe media e che governava la città di La Paz, portando avanti un conflitto per la leadership e l’iniziativa politica a La Paz. Per impedire il contrabbando il governo annunciò alcuni anni fa un taglio dei sussidi per il carburante, che ha dovuto sospendere per il rifiuto, da parte della popolazione, dell’aumento dei prezzi della benzina (il "gasolinazo"). Il progetto di costruire l’autostrada Villa Tunari-San Antonio de Moxos attraverso il Territorio Indígena y Parque Nacional Isiboro Sécure (TIPNIS) è stato rifiutato dalle organizzazioni dei popoli indigeni, che si sono opposti mettendo sul tavolo problemi ambientali, ma anche esplicitando il fatto che consideravano il progetto un’intromissione dello Stato nel proprio territorio. Uno dei problemi del governo è stata proprio l’incapacità di socializzare le difficoltà e di rendere produttivo per il dibattito pubblico il dissenso interno.

Questi conflitti non sono stati tradotti in una proposta alternativa né politica né elettorale che potesse reggere nel tempo. Il nuovo sistema politico è basato sulla supremazia di Morales e sulla frammentazione delle opposizioni. Per anni tra i vari avversari di Evo è circolata l'idea che l'unico modo per vincere un'elezione contro Morales era quello di presentare un candidato indigeno, “indio saca a indio” era lo slogan prevalente. Ai primi di giugno 2014, insieme all’opposizione e a politici dell’ultimo governo pre.Morales, il Partito Verde della Bolivia lanciò come candidato alla presidenza Fernando Vargas, dirigente dell’organizzazione indigena TIPNIS. I sondaggi non gli hanno dato per tutta la campagna elettorale più dell'1% dei voti.

La personalizzazione in Evo Marales del processo “bolivariano” in versione boliviana era oggettivamente inevitabile durante il primo mandato. Purtroppo però, trascorsi i primi anni in carica come Presidente, la necessaria spersonalizzazione del processo non è ancora iniziata. Il problema principale di Morales infatti non è nell’opposizione, ma nelle viscere del suo progetto politico: l'impossibilità, o la non volontà, di iniziare un processo di successione che non lo veda come protagonista.

Per le elezioni presidenziali del 12 ottobre erano presenti ottime condizioni per dare il via al rinnovamento. Con il boom economico, i buoni indicatori sociali, la popolarità del presidente e l'opposizione innocua si sarebbe potuto proporre un nuovo candidato o candidata.

Quando la campagna elettorale ebbe inizio lo Sport Boys Warnes, squadra di calcio della Serie A boliviana, ha annunciato che il Presidente avrebbe giocato con loro il prossimo campionato. Anche se avrebbe diviso il suo ruolo con due veterani argentini, Esteban Fuertes "Bichi" e Cristian "Ogre" Fabbiani, li superava entrambi per età con i suoi 55 anni. Il presidente del club ha riferito che avrebbe guadagnato 1.480 bolivianos (214 dollari) al mese (il salario minimo legale). Morales quindi potrebbe realizzare il suo desiderio mai realizzato di essere un giocatore professionista e, allo stesso tempo, di diventare il giocatore più anziano in un torneo professionale. Con la terza rielezione sarà il presidente che governerà per più tempo nel Paese più instabile delle nazioni latinoamericane. Lo Sport Boys Warnes ed il suo ruolo di capo di Stato aumenteranno i suoi sforzi per sfidare i limiti del proprio corpo.

Traduzione di Dario Di Nepi