In movimento

Terrore contro i NoTav

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La magistratura sfodera l'arma "letale" accusando gli attivisti del movimento di "terrorismo ed eversione" e minacciando pene fino a 20 anni. Quell'opera deve essere fatta a tutti i costi, senza esitazioni. La solidarietà riguarda tutti

Decine di perquisizioni in Val Susa e a Torino. Perquisiti anche i locali dell'Osteria La Credenza di Bussoleno, luogo iper-conosciuto nella Valle e nella Provincia. Un'accusa agghiacciante: "Attentato con finalità terroristica e di eversione", regolato dall'articolo 280 del codice penale. Pene previste, tra i 6 e i 20 anni elevabili di un terzo "se i fatti previsti sono rivolti contro persone che esercitano funzioni giudiziarie o penitenziarie ovvero di sicurezza pubblica nell'esercizio o a causa delle loro funzioni". Leggasi, gli agenti di polizia preposti alla sicurezza dei cantieri del Tav. Questi reati vengono addebitati alle iniziative della sera del 10 luglio quando ci fu un'incursione al cantiere, con taglio delle reti.
Dunque, c'è una escalation molto precisa nella strategia di conduzione delle inchieste giudiziarie. La tutela dell'opera "pubblica" più inutile che la storia italiana ricordi si fa sempre più militare.Lo è già stata con l'invasione di agenti di polizia nella Valle, lo è di più mediante gli attuali ordini di perquisizione e capi di imputazione. E' una scelta gravissima perché i magistrati si assumono una responsabilità politica di "governo" della contestazione sociale e buttano benzina là dove invece servirebbe dialogo e apertura. Non solo, ma la legittima protesta viene, lucidamente, schiacciata su ipotesi politiche estreme, sempre che queste esistano e abbiano intenzione di agire. Il movimento viene messo con le spalle al muro, minacciato della peggior ritorsione possibile se prova a incidere sull'andamento dei lavori.
Non tutte le forme di interdizione operate ai cantieri possono essere state condivisibili ma il movimento NoTav ha più volte dimostrato di sapersi autodeterminare e di decidere in forme collettive. Ha tenuto in piedi una resistenza per anni senza che si sia mai verificata alcuna degenerazione mettendo in discussione solo una cosa: la legittimità e l'efficacia dell'opera contestata.

Le accuse al movimento vengono mosse nello stesso giorno in cui si verifica l'ennesimo incidente stradale, in Irpinia, dovuto all'incuria e alla mancata sicurezza delle strade. Le priorità per investire miliardi preziosi in tempo di crisi sarebbero dettate dalla semplice quotidianità. Voler perseguire, nella forma più dura la mobilitazione in corso significa, invece, ergersi a paladini di interessi economici superiori e, ancora, significa blindare sul campo della repressione più classica un quadro politico sempre più accerchiato.
Per questo, la solidarietà al movimento No Tav riguarda tutti.
Leggi anche:
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