Telecom taglia i fondi, lavoratori Italtel per strada

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Cronache dalla crisi

Previsti 400 esuberi dopo la decisione della capofila di tagliare gli investimenti. Bloccata la Pontina alle porte di Roma mentre in serata si attivano le iniziative di lotta dei prossimi giorni

di Emiliano Viti

Anche a Italtel la crisi la pagano i lavoratori. L'ex partecipata dello stato, del comparto telecomunicazioni, oggi è uno spezzatino finanziario in mano a Cisco, a Telecom (19%) e ad un fondo pensione americano che è anche l'azionista di maggioranza. Dopo un accordo raggiunto a giugno per contratti di solidarietà, a gennaio è arrivata la notizia che Telecom, azionista di Italtel nonchè maggior committente, ha tagliato le commesse per 50 milioni di euro.
Da qui l'annuncio di 400 esuberi, di cui 150 solo nella filiale di Roma. Questo comporterà senza dubbio la chiusura della sede di Spinaceto. Gli altri esuberi, invece, saranno divisi tra le sedi di Palermo e Milano.
Venerdì 5 febbraio a Milano i lavoratori Italtel hanno scioperato occupando la direzione. A Carini (Pa) c'è stato invece un blocco dell'autostrada. I lavoratori hanno deciso azioni rivendicative più incisive visto l'atteggiamento assunto dall'azienda e dal suo a.d. De Julio nell'incontro di Giovedì 4 Febbraio presso il Ministero dello Sviluppo Economico. La dirigenza di Italtel non ha preso minimamente in considerazione la proposta dei sindacati di rimodulare i contratti di solidarietà e ha ribadito l'intenzione di procedere alla CiG.
Stamattina i lavoratori della sede romana di Italtel, dopo un'assemblea straordinaria cui hanno portato la loro solidarietà anche i lavoratori di Eutelia, hanno deciso un corteo spontaneo che per due ore ha bloccato la complanare della Pontina.
«Oggi i lavoratori Italtel di Roma hanno scioperato per contrastare la volontà dell'azienda di chiudere il sito di Spinaceto e di utilizzare la CIGS» - ha dichiarato Calitri Segretario regionale Fiom-CGIL. «I lavoratori hanno deciso di scendere immediatamente in piazza con un corteo spontaneo per far recedere l'a.d. De Iulio da iniziative unilaterali» - ha proseguito. «Occorre utilizzare gli strumenti già in atto in Italtel, rimodulando i contratti di solidarietà, ma allo stesso tempo occorre che il Governo intervenga sugli azionisti di Telecom per costruire le condizioni per un rilancio di Italtel che va considerato un assett strategico per il comparto delle telecomunicazioni». Intanto in serata i lavoratori, riuniti di nuovo in assemblea, stanno discutendo su come organizzare un presidio permanente nei loro uffici.