Rassegna dal web

Tassinari, scena bolognese e radici a Ferrara

Checchino Antonini (Da Liberazione)

L'incontro di domenica 27 ottobre Ferrara ha ricordato, in una giornata di dibattito e studio, l'opera di StefanoTassinari. Non è stato solo la commemorazione di un grande personaggio della scena culturale emiliana, ma anche l'occasione per fare il punto sulle iniziative che ne continuano il lavoro.

La scuola di musica si affaccia sul Po di Volano, il canale che gira intorno a Ferrara. Nell'aula magna, al piano di sopra, alcune decine di persone ascoltano attentissimi una chitarra. A nessuno di loro pare strano che in un luogo pieno di strumenti se ne ascolti uno registrato che risuona dall'impianto stereo. L'aula magna è dedicata a chi l'ha fondata, Stefano Tassinari. Da diciassette mesi Tassinari non c'è più. E quella chitarra che suona è la sua. «Come noi due in uno di quei giorni che ci sfuggono di mano e non li prendi più»: è sua la voce che recita "Se solo tu fossi qui", racconto dedicato ai desaparecidos e contenuto in "D'Altri tempi" (Alegre 2011).

Giornalista, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, promotore culturale, militante comunista eterodosso, per Wu Ming «poliedrico ed eclettico», protagonista della scena bolognese ma con radici ferraresi e l'eco del suo nome perfino nelle aule a lui dedicate nelle scuole di Cuba, Tassinari è stato fondatore e direttore (quasi all'inizio di questa storia) della rivista Luci della città a Ferrara e direttore di Letteraria per le edizioni Alegre fino all'ultimo dei suoi giorni, la prima fu il prologo della seconda e, in mezzo, ideatore della Scuola di Musica della Cooperativa Charlie Chaplin, da cui si è poi sviluppata la Scuola di Musica Moderna dell'Associazione Musicisti Ferraresi in via Darsena. Tutto questo in mezzo alla scrittura di romanzi, piece teatrali, progetti culturali e articoli anche per Liberazione. Domenica scorsa la sua scuola ha voluto ricordarlo.

Roberto Formignani, direttore della Scuola di Musica Moderna, ha ricordato l'appassionato di musica e il progetto di una scuola che non insegnasse solamente a suonare uno strumento, ma che diventasse un «centro di aggregazione e di sensibilizzazione». Laura Magni, invece, ha fatto tornare indietro l'orologio fino a quel 1985, anno di nascita di Luci della città, frutto dell'urgenza di Stefano «di mettersi in rete con il mondo», durò senza appoggi di potenti per 68 numeri catalizzando oltre trecento collaboratori. Sergio Gessi e Fabio Mangolini hanno letto il primo e l'ultimo degli articoli che Stefano scrisse per la rivista. Il primo è un reportage da Managua, al tempo della rivoluzione sandinista, appunti «su fogli senza righe» per catturare «un ordine e un tempo imprendibili». L'embargo violento, i bambini «tristemente allegri», la vita dei "pobres", la ricerca della liberazione da «aguzzini e fantasmi» e la coscienza di essere comunque il reporter privilegiato giunto da un paese ricco. Il giornalismo di Tassinari è stato un pezzo della sua produzione letteraria per temi e linguaggi.

Altri interventi di Gerardo Bombonato, presidente dell'ordine regionale dei giornalisti e ancora Pier Damiano Ori e Alberto Bertoni che Stefano ha coinvolto nel progetto di Letteraria assieme a decine di scrittori. E' toccato a Bertoni restituire l'innamoramento di Stefano per la scrittura in tutte le sue forme e la cura della parola agita e condivisa fino alla sua dimensione teatrale e corale.

Filippo Vendemmiati, oggi al Tg regionale dell'Emilia, ha inviato un contributo video, costruito con la fatica immensa di chi ha dovuto cucire al mixer i gesti e la voce di un amico prima ancora che di un collega: «Mi manca quello che ci eravamo ripromessi», ha detto nel messaggio di accompagnamento del video.

Ma l'incontro di domenica mattina non è stato solo la commemorazione di un grande personaggio della scena culturale emiliana, è stato soprattutto l'occasione per fare il punto sulle iniziative che ne continuano il lavoro: la digitalizzazione dei 68 numeri di Luci della città, consultabili liberamente all'indirizzo lucidellacitta.org, e il sito www.stefanotassinari.it, dove sono raccolte le testimonianze della sua intensa e variegata attività. L'assessore alla cultura e vicesindaco, Massimo Maisto, ha lanciato la proposta di dar vita, con l'aiuto di un'istituzione universitaria, a una borsa di studio in onore di Stefano Tassinari e del suo costante impegno per "l'accesso alla cultura per tutti".

Gli scrittori come lui non muoiono, muoiono un po' quelli a cui manca.

Guarda il video di Filippo Vendemmiati: https://www.facebook.com/photo.php?v=650452811641716