Tempi moderni

Stieg Larsson, il trotzkysta generoso

da inprecor (traduzione di laure dresler)

Dopo la morte di Stieg Larsson, la cui serie “Millennium “ conosce uno straordinario successo postumo, dal suo testamento veniva fuori che lo scrittore svedese aveva lasciato in eredità tutta la sua fortuna «in denaro» alla IV internazionale. Che però difendeva la sua compagna Eva Gabrielsson

Quattro anni dopo la morte di Stieg Larsson, la cui serie “Millennium “ conosce uno straordinario successo postumo, la televisione svedese svelava nel mese di maggio 2008 che nel suo testamento, scritto nel 1977, Stieg Larsson lasciava in eredità tutta la sua fortuna «in denaro» alla sede di Umeå della sezione svedese della IV internazionale.
In effetti, negli anni 70, lo scrittore era diventato membro della sezione svedese della IV internazionale, KAF (Kommunistika Arbetarförbundet, Lega comunista dei lavoratori).
La militanza si declinava in manifestazioni contro la guerra del Vietnam, contro il nucleare, nella creazione di gruppi ecologici, nella sindacalizzazione delle infermiere.
Dopo aver fatto il militare, anno durante il quale fu addestrato da cecchino, partì nel 1977 per l’Eritrea perché voleva aiutare la guerriglia. Fu prima della sua partenza che scrisse il testamento che poi fu scordato.
Quando torna in Svezia, si sistema a Stoccolma dove lavora alla Posta, e nello stesso tempo inizia a lavorare come giornalista indipendente. Nel 1979, entra nell’ufficio stampa “Tidningarnas Telegrambyr”. La sua attività politica si concentra sul lavoro antirazzista e antifascista e divenne uno specialista riconosciuto dell’estrema destra.
A partire dal 1982, scrisse articoli per la stampa britannica antirazzista “Searchlight”. Nel mezzo degli anni 80, partecipò alla creazione del movimento “Stoppa Rasismen”. Nel 1987, diede le dimissioni alla sezione svedese che si chiama dal 1982 Socialistika Partiet (SP), alla quale rimprovera di non prendere la giusta distanza dal «despotismo e l’oppressione staliniana». Malgrado queste divergenze sull’apprezzamento delle società dei paesi dell’Est, rimase legato alla IV internazionale e contribuì spesso alla redazione di “Internationalem”, il settimanale del SP.
Nel 1995, dopo l’assassinio di 7 persone da parte di neo-nazisti, Stieg Larsson creò la fondazione anti razzista “Expo”. Dal 1999, lavorò a tempo pieno per il giornale che portava il nome della fondazione. È dal 2001 che si mise a scrivere gialli di sera per rilassarsi. «E’ Pippi Calzelunghe che me ne ha dato l’idea. Mi sono chiesto che fine avrebbe fatto crescendo. Potremmo darle della sociopatica? Vede la società in un modo diverso dagli altri». Da lì nacque Lisbeth Salander, 25 anni, introversa fino all’estremo. Non si interessa a nessuno, non ha nessuna facoltà per la vita in società. Gli ci voleva qualche contrappeso: Mikael Kalle Blomkvist, un giornalista di 45 anni che lavora per “Millennium”, il giornale che ha creato.
Stieg Larsson non ha conosciuto niente del successo immenso della sua opera. Un infarto lo portò via mentre era nella redazione di Expo e morì il 9 novembre 2004, a 50 anni.
I tre volumi della serie Millennium hanno ottenuto premi prestigiosi e sono stati pubblicati in 6 milioni di esemplari nel mondo intero, i diritti venduti in 30 paesi, si è potuto farne dei film. Ci sono circa 10 milioni di euro che dovrebbero tornare all’autore.

Conflitto attorno all’eredità.
Stieg Larsson viveva sin dall’età di 18 anni con la sua convivente Eva Gabrielsson, cioè da più di 32 anni. L’aveva incontrata presso il comitato Vietnam di Umeå. Per motivi di sicurezza non l’aveva mai sposata perché era spesso minacciato da neo-nazisti e doveva spesso vivere nella clandestinità. Siccome non aveva fatto nessun testamento, tutta la sua fortuna andò a suo padre e suo fratello con i quali però non aveva quasi più legami. Eva potè appena tenere quello che avevano in casa. Fu pure minacciata di sfratto perché non voleva dare il computer che conteneva l’inizio del quarto volume. Afferma oggi Eva che sarebbe inconcepibile finire la serie di Millennium come sarebbe impossibile finire un quadro iniziato da Picasso. Non pretende soldi ma vorrebbe ottenere i diritti sui libri avendo partecipato attivamente alla loro elaborazione riflettendo e parlando in modo continuo con Stieg Larsson.
E’ frugando tra la sua roba che Eva ha trovato una lettera con il testamento. Non ci fece caso perché nelle leggi svedesi, ci vuole la convalida di un testimone per rendere il documento valido.
La trasmissione televisiva “Uppdrag gransking” (Missione ricerca), ne ebbe però sentore e ne fece un affare scandalistico che trovò pure un’eco sul piano internazionale.
La famiglia fu messa in difficoltà, insultata per strada, e finì per promettere che si sarebbe conformata alla volontà di Stieg Larsson, volendo dire che il poco che era stato dato ad Eva sarebbe stato dirottato sui comunisti.
La sezione d’Umeå del Socialistika Partiet fece a quel proposito la dichiarazione seguente: «Il nostro partito non si vuole coinvolgere in nessun litigio di eredità ed è estraneo a una lite per motivi di denaro. Non abbiamo qualsiasi relazioni con nessuna delle due parti e non vogliamo nuocere a chiunque. Ci conformiamo ai nostri ideali di giustizia e di non discriminazione che erano pure quelli di Stieg Larsson. Pensiamo che la relazione che Stieg ha avuto con Eva Gabrielsson che durò per tutta la sua vita dovrebbe essere presa in conto. La legislazione retrograda svedese che pone il matrimonio sopra qualsiasi altro tipo di relazioni di coppia, che siano omo o eterosessuali, dovrebbe essere riformata completamente. Ogni individuo deve poter vivere con chi gli pare senza rischiare di cadere nell’insicurezza o in una zona di non diritto. Il modo migliore di tenere vivo il ricordo di Stieg Larsson, è di continuare la sua lotta contro il razzismo e l’estrema destra; e per una società che conferisce a tutti lo stesso valore e gli stessi diritti».
tradotto da Inprecor per ilmegafonoquotidiano da Laure

Note del traduttore (svedese/francese)
Tutti gli articoli pubblicati nella stampa francese hanno menzionato un’eredità a favore di un partito comunista, senza stabilire nessun legame con la sezione svedese della IV internazionale. Il colmo è stato sul sito del Nouvel Observateur che cita una dichiarazione di Anders Svensson, portavoce di Sp presentato come ex-Pc svedese allorché appartiene tuttora al comitato esecutivo della IV internazionale.