sulla frontiera

Rassegna dal web

Quando la nonna ha ucciso il nonno

Enrico Manera (da Doppiozero)*

È lo scavo «a mani nude in una materia dura, stratificata, che è stata viva» e dolorosa e risulta una non fiction di rara efficacia, sensibile e vibratile. Che commuove per il rischio che si è assunto chi ha scelto di raccontare, nella propria parte di eredità, una storia ardua. E che lascia ai lettori un senso sfuggente di consolazione per le cose che abbiamo perduto e di benedizione per quelle che ci sono state date.

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Una storia scomoda (e un cuscino per racconto)

Giuliano Santoro (da Dinamopress)*

La storia si svolge Al centro di una città antichissima. ll centro di una vicenda, personale e pubblica, individuale e collettiva, tutta da (ri)costruire. Dentro la Roma del dopoguerra, quella che si voleva pacificata ma che andava componendosi pezzo dopo pezzo attorno ai ruderi dell’Impero e del fascismo.

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La parabola laica del lavoro

Franco Foschi (da Carmilla Online)*

Le lotte di ieri sono esattamente le lotte di oggi: i capitalisti, i "padroni" di ieri, oggi forse hanno altri nomi, sono impalpabili, non impugnano più la pistola per sparare contro gli operai, usano mezzi più subdoli, sinuosi.

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Poliscrittura e polipensiero: un esperimento narrativo sull’Italia che lavora

Martina Sacchi (da Viaggio nello Scriptorium)

Meccanoscritto è un titolo dietro al quale si celano esperienze, incontri, idee, proposte; è costruito secondo tre diverse linearità che si intersecano a treccia, componendo un racconto complesso e fondamentale per capire la storia dell’Italia che scende in piazza lottando.

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Anina, o l’orgoglio delle origini

Antonella De Biasi*

«Le baraccopoli non sono una questione culturale, sono una condanna sociale. Io non sono nata così, non ho scelto. È la politica di esclusione nei nostri confronti che produce il razzismo».

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Dalla baraccopoli alla Sorbona, la storia
 di Anina Ciuciu: "Sono rom e ne sono fiera"

Chiara Cecchini*

Arriva in Italia l’autobiografia di Anina, 26enne rom che studia per diventare magistrato a Parigi. Un libro che obbliga il lettore a un nuovo punto di vista, superando qualsiasi pregiudizio razzista ma anche gli stereotipi più comuni che accompagnano i rom.

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La ballata delle narrazioni tossiche

Enrico Manera (Da Doppiozero)*

Con autoironia e senza autoindulgenza, Pascarella ci mostra come la sete di fiction e il suo sfruttamento commerciale, nichilista e parossistico, sia alla base della degenerazione del giornalismo.

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Nell'inferno dei Tabloid

Fabrizio Grasso

Il web insegue i tabloid cartacei e le trasmissioni televisive “vecchia scuola”, arriva solo dopo e cerca di restare nella scia amplificando gli elementi più sensazionalistici. Demonizzare la rete è un modo per non affrontare i nodi critici che riguardano l’informazione e il panorama editoriale italiano.

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Bartolini/Baronio operai culturali per Amianto

Lucia Medri (da Teatro e Critica)*

Il duo Bartolini/Baronio lettori del libro di Alberto Prunetti Amianto una storia operaia, presentato in forma di shot reading durante Attraversamenti Multipli.

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“Macero no” I libri tornano a vivere

Carlone e Marcucci (da ribalta.info)*

"Dove domina la legge del profitto, ci troviamo in ogni caso in un sistema dove esiste un conflitto. Il punto per noi è non limitarsi solo a subirlo, ma saper anche contrattaccare". Un'intervista sulla campagna #ResistentiAlMacero.

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Barcellona, l’esempio vincente di Ada Colau

Adriano Ercolani (da Il Fatto Quotidiano)*

L’elezione della sindaca è un’affermazione del “neomunicipalismo”, tendenza politica imposta all’attenzione mondiale dall’esperimento brasiliano di Porto Alegre, che propone di porre al centro del governo cittadino processi partecipativi in grado di coinvolgere dal basso la cittadinanza.

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Dialisi criminale

Francesca Irene Sensini

Così l’autore ha raccolto i disiecta membra delle sue vite e li ha riassemblati in un Frankenstein narrativo. Per parlare di sé dal di fuori in un oggetto narrativo che ha i tratti salienti dell’autofiction. Ci si finge sé stessi per provare a vedere chi siamo.

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Quando Vladimir Propp meets Olindo e Rosa

Alberto Prunetti*

Un saggio di narratologia trash, un manuale di giornalismo ombelicale, un debunking semiotico della propria bibliografia condotto in autofiction da una precaria del giornalismo di serie zeta. Quando Vladimir Propp meets Olindo e Rosa.

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Ada Colau, un anno dopo. Quando una "No Global" diventa sindaca

Stefano Ratto*

Se Colau e i suoi non si sono chiusi in un ingenuo e snobistico rifiuto della presenza istituzionale, sembra siano anche consapevoli che la conquista del municipio non è che il punto di partenza di un percorso tortuoso e pericoloso.

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Vicini di casa, distanti nello spazio-tempo

Claudio Dionesalvi*

Il libro di Giuliano Santoro squaderna Roma e scompagina la paura.

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Giulio Regeni, le verità ignorate. Intervista a Lorenzo Declich

Simone Scaffidi (da Carmilla On Line)*

La sua vicenda ci racconta di un salto di qualità del livello di arbitrarietà e impunità del regime. Gli egiziani, da subito, hanno provato a trattarlo come un “caso isolato”, e sappiamo che ciò non è – visti i numeri, sempre crescenti, di sparizioni forzate, torture e morti in carcere.

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Non credete ai tiranni

Giuliano Milani (da Internazionale)

La scomparsa di Regeni non è da inserire "in un disegno misterioso" - come vorrebbe chi, anche in Italia, è interessato a mantenere buoni rapporti con il regime egiziano - ma appare chiaramente come un episodio della sistematica repressione operata dagli apparati di sicurezza, il cui controllo sfugge allo stesso al-Sisi.

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Giulio Regeni, “le verità ignorate” sull’omicidio del ricercatore italiano

Laura Cappon (da Il Fatto Quotidiano)*

Giulio Regeni. Le verità ignorate scritto dall’esperto di Islam Lorenzo Declich e pubblicato da Alegre, ripercorre la vicenda cercando di smontare i complottismi che hanno caratterizzato la copertura del caso da parte della stampa italiana e i rapporti commerciali tra il nostro Paese e il regime di al Sisi

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Nuova Rivista Letteraria n. 3 – Utopie/Distopie

da Carmilla Online*

Il numero, fresco fresco di stampa, affronta il tema dell’utopia. Cos’è? Che forma ha? Quali sono gli spazi e i tempi in cui agisce? Gli autori e le autrici hanno scritto dei temi, dei tempi e dei luoghi più disparati, a dimostrazione che le utopie, nella loro concretezza d’immaginario, non hanno frontiere.

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Al palo della morte di Giuliano Santoro

Selene Pascarella*

Disinnescare la macchina narrativa della nera, picconando l’apparato di linguaggi, grammatiche e format che la incapsulano nell’ideale colonna destra dell’immaginario, tra micini coraggiosi e veline vogliose, è uno degli obiettivi centrati di Al palo della morte.