Nota quotidiana

Qui c'è un editore antifascista

La scelta dei vertici del Salone del libro di dare spazio ai neofascisti è una vergogna per il più importante evento culturale del paese. L'antifascismo non è una bega burocratica da delegare alla Magistratura, è un campo di battaglia

Insieme ad Eleuthera, con cui condividiamo lo stand al Salone del libro di Torino, e ad altri editori indipendenti abbiamo preparato una locandina con altri editori indipendenti per allestire i nostri stand. Proporremo in fiera di attaccare la locandina a tutti gli espositori, che tutti potranno ritirare al nostro stand (il Q23 nel padiglione 3) per scegliere da che parte stare.
Continuiamo a chiedere con forza fino all'ultimo al Salone di togliere lo stand ai neofascisti.
Stand up against fascism.

Il direttore editoriale di Altaforte, Francesco Polacchi, era in prima linea nel pestaggio degli studenti a Piazza Navona nel 2008, per questo per l'editore il vero dibattito non è tra andare o non andare a Torino, continua l’editore, ma tra ammettere la presenza di fascisti picchiatori alla fiera del libro oppure difendere l’antifascismo.
Uno stralcio del testo della dichiarazione, pubblicato su Jacobin Italia:
«Noi come Alegre e come Jacobin Italia da tempo avevamo acquistato e già pagato lo stand. A Torino quindi ci saremo, anche per non lasciare spazio ai fascisti, ma ci saremo come si sta in un campo di battaglia. Noi siamo editori antifascisti. Stiamo chiamando e ci stiamo organizzando con altri editori indipendenti – a partire dalla casa editrice Eleuthera con cui condividiamo lo stand – e facciamo appello a editori, autori e autrici, lettori e lettrici, librerie e addetti/e ai lavori: ognuno nel modo che ritiene più opportuno deve scegliere da che parte stare. L’unica scelta sbagliata sarà fare finta di nulla. Qualcuno farà saltare la propria iniziativa, altri faranno interventi nelle presentazioni e negli stand per marcare il proprio dissenso. Noi gireremo stand per stand distribuendo locandine per indicare gli editori dichiaratamente antifascisti. E invitando chi sarà comunque presente a dare visibilità massima alla propria posizione, e con altri sceglieremo il momento di maggior afflusso in fiera per intonare insieme dentro al Salone le note dei canti partigiani, fondamentali per la cultura del nostro paese. I fascisti, e chi da spazio alle loro idee, dentro al Salone devono sentirsi isolati».

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