Pakistan, un partito a sinistra contro regime e fondamentalismo

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Accade a sinistra

Si è svolto il congresso del Labour Pakistan Party, organizzazione di estrema sinistra che sta conoscendo una forte crescita in un paese nevralgico. «Le voci di colpo di stato vengono fatte filtrare per nascondere la situazione di crisi» ma il futuro resta più che incerto

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Il quinto congresso del Partito laburista Pakistan (Lpp), che si è svolto alla fine di gennaio, ha rappresentato senza dubbio un successo. Ha infatti riunito diverse tradizioni e tendenze per discutere di come costruire un partito di classe, di massa, indipendente dal capitalismo ma anche da quegli «elementi feudali» che condizionano il Pakistan e ha rappresentato il segno di un'emergente sinistra politica. Oltre 140 delegati e osservatori in rappresentanza dei 7.263 membri hanno discusso gli aspetti politici e organizzativi del partito. Per la prima volta nella storia del Lpp, che ha ormai 13 anni, hanno partecipato delegati del Sindh, Punjab, Belucistan, Gilgit Baltistan, Sareiki Waseeb, Pukhtoonkhawa e Kashmir. Ci sono stati i leader dei sindacati, dei movimenti sociali, dei contadini e del movimento dei lavoratori - tutti desiderosi di imparare gli uni dagli altri e discutere la loro azione futura.
Il congresso si è aperto con due minuti di silenzio in memoria di sette compagni morti e soprattutto uccisi: Abdullah Qureshi (ucciso in un attacco suicida a Swat il 9 dicembre 2007), Jilal Shah (morto nel 2008) , Master Khudad (ucciso in un attacco suicida Peshawar ottobre 2009), Rehana Kausar, Najma Khanum e Abdul Salam Salam (morto in incidente stradale dicembre 2009).
Diverse organizzazioni hanno inviato dei fondi per consentire la partecipazione al Congresso. Tra questi, l'Europa Solidaire Sans Frontieres (ESSF), la Rete Internazionale dei Lavoratori, Alleanza socialista Australia, Organizzazione Internazionale Comunista di Grecia, Solidarity-Usa e attivisti pakistani in Svezia, Norvegia e Regno Unito, nonché diverse donazioni individuali.
Tra i messaggi di solidarietà ricevuti quelli della Quarta Internazionale, del Comitato Centrale del Partito comunista cubano, dell'Npa francese, l'Iso degli Stati Uniti, del Partito Comunista dell'India (marxista-leninista).
Dopo il dibattito internazionale introdotto dal leader storico del Lpp, Farooq Tariq, la discussione politica è stata introdotta da Farooq Ahmed. Che si è soffermato sulla somiglianza tra le politiche del governo attuale e quelle del regime di Musharraf. Sottolineando, in particolare, come l'ascesa del fondamentalismo religioso costituisca una diretta minaccia alle organizzazioni della classe operaia. L'aggressione imperialista di Washington, in particolare con i quotidiani attacchi portati dai drone, alimenta il fanatismo popolare e quindi le istanze fondamentaliste. Per coprire il fallimento della sua politica, il governo cerca di alimentare voci su possibili colpi di stato militari anche se non sembra uno scenario probabile. Il punto, sostiene il Lpp, è che l'unica possibilità di reagire a colpi di stato e di limitare l'ascesa del fondamentalismo è quella di migliorare le condizioni di vita popolari. Prospettiva oggi non perseguita.
Nel dibattito sull'organizzazione si è invece sottolineata la crescita importante del Lpp che per la prima volta nella sua storia è presente in tutto il Pakistan, compreso il Baluchistan, Gilgit Baltistan e le aree tribali. La più importante area di crescita è stata in Pukhtoon Khawa, dove la LPP ha oltre 2000 iscritti. Il Lpp si è dato comunque come asse di lavoro quello di sviluppare movimenti sociali e del lavoro, di partecipare alla solidarietà regionale e internazionale e alle iniziative del movimento antiglobalizzazione.
Nisar Shah è stato eletto segretario generale e Tariq Farooq come portavoce.