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Non una di meno, tutte con Claudia

Non una di meno*

Claudia non è una vittima da compiangere, è una di noi da sostenere. La sua storia ci atterrisce, ma siamo fin troppo consapevoli che ognuna avrebbe potuto essere al suo posto.

Lunedì 19 dicembre a Parma ci sarà un’altra udienza di un processo per stupro, un processo che durerà molto, forse un anno, e che sta mettendo a dura prova Claudia.
Anche questa volta, come sempre, il tribunale è un luogo in cui dover dimostrare che è tutto vero, che l’accusa non è colpevole, che sopravvivere a una violenza non è segno di consenso, e, in fondo, di piacere.
Ma quel che avviene nei tribunali non potrebbe accadere se non ci fosse già un contesto sociale che lo alimenta, lo permette e lo approva. Quando si tratta di violenza sulle donne si ribaltano ovunque i rapporti tra verità e mistificazione, tra ciò che non può essere mai lecito e ciò che può essere giustificato, tra la disapprovazione convinta dell’abuso e la ricerca di attenuanti di ogni tipo.
Soprattutto la regola è spostare il discorso su altro: abbigliamento, stili di vita, tratti caratteriali, note su dettagli, arredamenti e paesaggi…

Uno stupro è sempre e solo uno stupro! Lo compie l’uomo, che sia solo o in branco, dentro casa o fuori, bianco o turchese, per affermare con la coercizione la sua supremazia, il suo dominio e il suo potere. Uno stupro è sempre uno stupro e nulla può giustificarlo.
Claudia ha già subito la condanna, la derisione e l’indifferenza di molti e molte a Parma e in altre città. E’ stata anche accusata, respinta e umiliata per aver parlato con le forze dell’ordine dalla stessa gente che non ha fatto niente per sostenerla prima, che non ha voluto prendersi responsabilità. Modo vile per lavarsi la coscienza.
Infame è chi stupra e chi ne è complice, anche restando in silenzio!

Claudia non è una vittima da compiangere, è una di noi da sostenere. La sua storia ci atterrisce, ma siamo fin troppo consapevoli che ognuna avrebbe potuto essere al suo posto. Il nostro compito ora non è quello di dare spiegazioni, ma di schierarsi con lei e fare in modo che non accada mai più. Questo schifo lo spazzeremo via dalle nostre vite, con o senza approvazione.
Il giorno del processo invitiamo tutte a rendere visibile nei diversi territori la propria solidarietà: uno striscione per dire che «Noi Stiamo Con Claudia».
Vogliamo sostenerla prendendo parola pubblicamente attraverso una campagna che denunci ciò che sta subendo, ciò che accade durante i processi, ciò che accade nei luoghi da cui è allontanata e colpevolizzata.

Per inviare direttamente a lei messaggi di solidarietà potete scrivere all’indirizzo: romantikpunx@gmail.com

*https://nonunadimeno.wordpress.com/2016/12/17/non-una-di-meno-tutte-con-claudia/

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Paola Guazzo da http://guazzingtonpost.blog