Rassegna dal web

Non credete ai tiranni

Giuliano Milani (da Internazionale)

La scomparsa di Regeni non è da inserire "in un disegno misterioso" - come vorrebbe chi, anche in Italia, è interessato a mantenere buoni rapporti con il regime egiziano - ma appare chiaramente come un episodio della sistematica repressione operata dagli apparati di sicurezza, il cui controllo sfugge allo stesso al-Sisi.

Se volete sapere la verità sul caso di Giulio Regeni leggete questo libro che Lorenzo Declich ha scritto rapidamente, a caldo, sulla base di una conoscenza approfondita del mondo arabo e del regime egiziano, usando testi e testimonianze disponibili in rete, che ha tradotto dall'arabo e spesso pubblicato integralmente. Declich racconta in modo chiaro l'evoluzione politica dell'Egitto dalla primavera del 2011, momenti di esplosione della richiesta di diritti da parte di lavoratori e cittadini, fino all'attuale regime di al-Sisi, che quei diritti continua a negare. Si delinea così una graduale controrivoluzione, fatta anche di narrazioni propagandistiche (come quella della necessità di arrestare il terrorismo e il caos) che finiscono per ostacolare la giustizia sociale e la democrazia. La scomparsa di Regeni non è dunque da inserire "in un disegno misterioso" - come vorrebbe chi, anche in Italia, è interessato a mantenere buoni rapporti con il regime egiziano - ma appare chiaramente come un episodio della sistematica repressione operata dagli apparati di sicurezza, il cui controllo sfugge allo stesso al-Sisi. E proprio per l'impunità con cui sono colpite, le azioni dei movimenti egiziani sollevano interesse da parte di ricercatori di tutto il mondo. Regeni era uno di loro.