Nota quotidiana

Non è rivoluzione digitale. È rivoluzione.

Giulio Calella

Da oggi i libri Alegre sbarcano nel digitale. Tutta la collana Quinto Tipo, le nostre ultime novità e alcuni libri a cui siamo particolarmente legati. Per ora una dozzina di titoli che trovate qui su Bookrepublic e nelle principali librerie online.

Lo stanco dibattito tra "apocalittici e integrati" della rete ha contribuito alla costruzione di alcuni miti, come quello della suprema democrazia dell'editoria digitale. L’accessibilità, la circolazione, la gratuità, il self publishing. Tutte parole ripetute come un mantra. Con la tecnologia spesso presentata come forza autonoma, quasi spontanea, che porta naturalmente verso il progresso.
Noi, non abbiamo mai creduto a questa narrazione (tossica), pur vivendo immersi nel nostro tempo, quindi anche nella rete. Usiamo da tempo il nostro sito e i social network per fare lavoro culturale, informare e far partire progetti collettivi. Come ogni luogo sociale del resto la rete è un luogo dialettico, che può produrre sia liberazione che assoggettamento.
Quando si parla della rete però quasi mai ci si chiede chi ne sia proprietario, chi ne detenga il controllo. La rete è infatti forse il luogo migliore per occultare i rapporti di proprietà (e, quindi, di classe). Il luogo per eccellenza del “feticismo”.

Qualche anno fa qualcuno aveva preconizzato la fine del libro di carta, che poi significherebbe anche la fine delle librerie, e magari anche degli editori in un mondo in cui ognuno può pubblicarsi da solo. Dietro questa idea apparentemente liberatoria c’era ovviamente l’interesse di qualche colosso del mercato online, disinteressato in realtà al lavoro culturale – che è prima di tutto lavoro collettivo.
La realtà del libro – per quanto difficile – è per fortuna un po’ diversa. Molte librerie chiudono, ma molte resistono o aprono ex novo, i libri di carta non spariscono non solo in Italia (dove il mercato degli ebook è fermo al 3%) ma nemmeno negli Stati Uniti (dove il mercato dei libri digitali si è stabilizzato intorno al 25%). Così come non finisce il ruolo collettivo del lavoro editoriale indipendente, che noi intendiamo non come un mero lavoro imprenditoriale ma come un progetto di agitazione culturale. Agitazione culturale di cui crediamo ci sia un enorme bisogno per provare a trasformare la realtà in cui viviamo.

Da oggi anche i libri Alegre sbarcano nel digitale. Tutta la collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1, le nostre ultime novità e alcuni libri a cui siamo particolarmente legati. Per ora si tratta di una dozzina di titoli che trovate qui su Bookrepublic e nelle principali librerie online, e via via decideremo quali delle nostre prossime novità e in quali tempi far uscire anche in ebook.
Ma per noi non si tratta di una “rivoluzione digitale”. Per noi è un ulteriore modo per far circolare le nostre idee e i nostri progetti editoriali. Un altro modo per comunicare e costruire collettivamente la nostra idea di rivoluzione.

Tutti i nostri titoli in ebook: https://www.bookrepublic.it/books/publishers/edizioni-alegre/