Nota quotidiana

Ne è valsa la gioia

Angelo orientale

Una recensione del libro Gli ultimi mohicani. Una storia di Democrazia proletaria

Perché mi piace e mi ha entusiasmato questo libro? La risposta è semplice: l’autore ha saputo esporre in modo semplice e comprensibile una storia complicatissima anche sul piano personale, una piccola storia, se la confrontiamo con l’oceano delle storie politiche, che ha rappresentato, e per quanto mi riguarda rappresenta ancora, una grandissima e immensa storia per migliaia di persone pensanti, attivi, passionali e testardi nella loro attività e nel loro essere militanti (quanto manca nella politica di oggi la pratica militante). È una storia fondamentale per me anche se è stata breve. Dal 1979, il mio primo voto politico, con NSU fino ai verdi arcobaleno. Non a caso dalla mia fuoriuscita da DP fino a qualche mese fa che mi è capitato di innamorarmi di nuovo di un progetto politico (SEL) mi sono dichiarato orfano della politica. Non capivo, in realtà continuo a non capire, come viene fatta la politica oggi.
È un libro che mentre leggevo mi ha fatto ritornare un mio personalissimo album fotografico mentale. Tantissimi scatti, tutti belli e nitidi, custoditi gelosamente dalla e nella mia mente. Insignificanti per la stragrande maggioranza di persone, profondissime, bellissime e in molti casi anche tenerissime per tanti come me. Ne descrivo solo di una di queste mie personalissime foto e riguarda Guido Pollice, chissà dov’è ora e come sta. Lui venne a Salerno, non ricordo se nella campagna elettorale del 1983 o se per le amministrative del 1985, per una serie di comizi (allora li facevano a “batteria”, eravamo degli ottimi spremitori di risorse umane dei compagni che venivano dal nazionale). Lui arrivava da un “tour” fatto in Sardegna. Io lo portai a mangiare a casa della mia famiglia (ero giovane e disoccupato) che era una piccola “guardiola” di portiere di un condominio. Mentre aspettavamo la classica pasta asciutta cucinata dalla mia “vittima preferita” (mia madre) lui senza volerlo crollò per la stanchezza che aveva e si addormentò su un divano. Quando arrivò il piatto mia madre non voleva svegliarlo perché capì, anche se non ha mai fatto politica, che era stravolto dalla fatica. Molti anni dopo in punto di morte mia madre mi confidò che Guido le fece capire alcuni pensieri e “concetti” da me espressi e che lei non comprendeva. Guido Pollice con un semplice atto di debolezza fisica fece capire a mia madre cosa significava per suo figlio fare il militante politico, fare le collette tra gli amici pur di dare la sua retta mensile per pagare l’affitto e l’attività della federazione e ….. tantissimo altro.
Sono altresì sicuro che questo libro sarebbe piaciuto anche a Enzo Caiazzo. Penso che porterò una copia sulla sua tomba. Enzo era uno dei tanti che con una valigia in mano andò dalla sua terra (Siano) a Torino. Entrò nella Fiat fino a quando fu cacciato fuori insieme ad altri 60 compagni. Enzo era uno dei 61. Era un simpaticissimo “cavallo pazzo” (cosi lo chiamavamo noi della federazione) che mi/ci costringeva ogni venerdi sera a scrivere in fretta e furia qualche decina di “tazebao” e farglieli trovare all’edicola della stazione perché lui arrivava alle 5 e mezzo di mattina del sabato e la sera si faceva il comizio, e spesso capitava a me a fargli da “spalla”. Negli ultimi anni della sua vita pur continuando a militare (con il PRC) molti lo prendevano per pazzo solo perché a TUTTE le manifestazioni portava orgogliosamente con se la bandiera di DP. Quando Enzo morì, per un banale incidente stradale, i vecchi compagni di Torino vollero ricordarlo con un libro e con un convegno. Non a caso quel libro si intitola “Ne è valsa la gioia”, una sua tipica frase. Perché Enzo faceva le cose e la militanza perché ne valeva la gioia e non la pena.
Ecco “Gli ultimi Mohicani” mi piace sia perché per ogni lettera stampata ci sono decine di foto sia perchè tutto quello che abbiamo fatto (comprese le stronzate) ne è valsa la gioia.

leggi anche

L'amore degli insorti

di: Stefano Tassinari

Una lenta impazienza

di: Daniel Bensaïd

Gli ultimi mohicani

di: Matteo Pucciarelli

D'altri tempi

di: Stefano Tassinari

Gli occhi di Piero

di: Massimiliano Coccia

L'assalto al cielo

di: Steve Wright

I Lama stanno in Tibet

Porpora Marcasciano*