Tempi moderni

Napoli, richieste condanne pesanti per il Global Forum

di Checchino Antonini

Tre anni e tre anni e mezzo le pene suggerite dalla Procura contro i manifestanti del controvertice del 2001, quello gestito dall'Ulivo. Tra di loro anche Francesco Caruso. E intanto scattano le denunce per oltraggio contro i manifestanti che il 16 gennaio a Livorno chiedevano giustizia per Marcello Lonzi

Dai tre anni e mezzo ai tre anni di prigione per gli scontri del 17 marzo 2001 al Global forum di Napoli, le prove generali del G8 curate, per contro del governo dell’Ulivo, dall’allora ministro Bianco: incredibili le richieste di pena formulate dalla pm Paola Correra per nove attivisti napoletani accusati di "resistenza a pubblico ufficiale". Accuse assurde e sproporzionate contro le quali i centri sociali annunciano una campagna di mobilitazione e di controinformazione per denunciare il carattere repressivo e persecutorio di questa inchiesta.
Alfonso De Vito, uno dei 9 imputati, ricorda quello che successe in piazza Municipio davanti alle telecamere di tutto il mondo: «Di fronte a un corteo che si proponeva di arrivare in piazza del Plebiscito con strumenti solo difensivi (schermi e gomma) si scatenò una rappresaglia spropositata a ogni banale considerazione di ordine pubblico, con piazza Municipio chiusa totalmente e trasformata in una tonnara e tantissimi manifestanti massacrati senza pietà. Una prova generale, davanti agli occhi di tutti, di quello che avremmo visto poi al G8 di Genova».
All’epoca, portavoce della rete noglobal era Francesco Caruso, anch'egli imputato: «E’ davvero singolare ipotizzare che siano stati i manifestanti ad aver commesso un reato di resistenza nel tentativo di proteggersi in qualche modo da quella furia, mentre nessuno dei poliziotti e dei funzionari che parteciparono o ordinarono quelle cariche violente e selvagge è stato anche solo indagato».
Infatti, la recente condanna di alcuni funzionari di polizia, in servizio quel giorno, si riferisce ai sequestri di persona operati dopo il corteo quando furono prelevati anche negli ospedali alcuni manifestanti poi deportati nella famigerata caserma Raniero. «Il sospetto - aggiunge l'ex parlamentare del Prc - è che noi imputati siamo vittima di un assurdo meccanismo "compensativo" di controbilanciamento delle condanne inflitte ai vertici della squadra mobile per le violenze all'interno della Raniero". Entro il 28 aprile 2010, giorno della sentenza, i centri sociali napoletani promuoveranno una mobilitazione pubblica coinvolgendo associazioni e giuristi nella battaglia per verità e giustizia.
Il bollettino della repressione si arricchisce con la notizia di quattro denunce – tre contro attivisti milanesi, una contro un livornese – relative a presunti oltraggi che si sarebbero verificati il 16 gennaio scorso a Livorno nel corso del corteo promosso dalla madre di Marcello Lonzi, ucciso in carcere nel 2003, e da altri familiari di vittime delle forze dell’ordine.