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Milano, sgomberato il Ri-make

E' il terzo sgombero di spazi culturali a Milano in due mesi, per di più in un quartiere dove sono stati chiusi tutti i luoghi di socialità e cultura, dove non c'è una biblioteca nè una libreria nè un teatro.

All'alba del 23 luglio, 15 uomini della digos, 3 camionette dei carabinieri e 3 della polizia hanno sgomberato l'ex cinema Maestoso a MIlano, occupato il 18 luglio da studenti e precari, in collaborazione con l'esperienza della fabbrica occupata Ri-Maflow a Trezzano del Naviglio. E' il terzo sgombero di spazi culturali a Milano in due mesi, questa volta colpendo un ex cinema chiuso da 6 anni in cui in un solo mese hanno vissuto tante iniziative culturali, comprese alcune presentazioni di libri della nostra casa editrice.
Qui le foto dello sgombero pubblicate su repubblica:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/07/23/foto/piazzale_lodi_la_pol...

Di seguito il comunicato degli occupanti.

Ri-Make Ex Cinema Maestoso Sgomberato!
Oggi, dopo un mese dall'apertura, l'ex cinema Maestoso è stato sgomberato. A Ri-Make - così abbiamo chiamato il nostro progetto - potevamo trovare uno spazio comune e condiviso, in un quartiere dove sono stati chiusi tutti i luoghi di socialità e cultura, dove non c'è una biblioteca nè una libreria nè un teatro e dove anche la piscina comunale sta per esser privatizzata. RiMake, invece, era aperto alla città, agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici, che lo costruivano insieme e insieme portavano avanti il progetto, lo ampliavano, facevano vivere uno spazio che per anni era stato inesistente. Il cinema Maestoso, infatti, è stato chiuso sei anni fa perché la proprietà non riusciva più a ricavarne sufficiente profitto e l'unica proposta è stata quella di abbatterlo per farne l'ennesima palazzina, l'ennesima speculazione, senza tenere minimamente conto delle esigenze,dei bisogni e dei desideri di chi questa città e questo quartiere invece lo vive.

Qui stava iniziando un'esperienza nuova, aperta a tutti e tutte, stavamo allestendo un'aula studio serale e domenicale, in una città dove di biblioteche aperte e liberamente frequentabili per tutte e la sera non ce n'è nemmeno una. Stavamo organizzando rassegne di film e di cortometraggi con i ragazzi della scuola civica, concerti, presentazioni di libri, i genitori delle scuole vicine stavano pensando un orto didattico per i bambini. Qui si trovava un collettivo di genere, mentre donne e lgbit hanno sempre meno spazi di libertà e autodeterminazione, a maggior ragione con l'inasprimento dell'austerity e la crisi del welfare. Anche Ri-Maflow, la fabbrica recuperata di Trezzano sul Naviglio, aveva organizzato qui un punto di raccolta di materiale elettrico ed elettronico per portare avanti il suo progetto di recupero ecologico.

Oggi, però, Ri-Make è stato sgomberato, il terzo spazio di cultura e socialità sgomberato a Milano nell'arco di due mesi. Noi stiamo in strada, non ce ne andiamo. Non ci fermeremo se la polizia cercherà di impedirci di protestare, non ci fermeremo se il Comune continuerà a disinteressarsi della speculazione e della cementificazione selvaggia di questa città, mentre sepre più spazi sono lasciati vuoti o vengono chiusi in faccia alle persone che li vivevano.

Ri-Make non è chiuso, Ri-Make oggi è in strada ed è in presidio permanente.
Ci vediamo tutti all'assemblea delle 17.00.

La cultura non è di proprietà, #Rimake non si tocca.

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