Cronache dalla crisi

Marchionne, il capitalismo spiegato ai bambini

di Franco Turigliatto

In cinque mosse l'amministratore delegato di Corso Marconi riesce a dimostrare il funzionamento dell'attuale sistema economico e le sue evidenti iniquità. Intanto a Mirafiori è riuscito lo sciopero di quattro ore mentre si prepara la fermata nazionale del 3 febbraio

L’amministratore delegato della Fiat Marchionne, con pochi e qualificati atti, ha spiegato in modo semplice, comprensibile a tutti, quale sia la natura del capitalismo.
Atto primo
Va negli Stati Uniti e si impadronisce della grande casa automobilistica Chrysler (in crisi) senza tirar fuori un soldo: pagano il governo americano (miliardi di dollari) e i lavoratori che perdono diritti e salari e che subiscono la chiusura di diversi stabilimenti produttivi.
Atto secondo
Sempre dagli Stati Uniti Marchionne annuncia che Termini Imerese sarà senz’altra chiusa perché non è redditizia. La Fiat, come tutte le aziende, deve fare soldi, non è un’opera pia; gli dispiace per i lavoratori che restano a casa, ma alle questioni sociali e a questi ultimi ci deve pensare lo Stato….
C’è da chiedersi, ma allora perché tenersi le imprese private se servono solo ad arricchire i soliti noti e a sfruttare i lavoratori usa e getta?
Atto terzo
La Fiat, nonostante un anno di gravissima crisi economica e la chiusura dei conti in rosso, distribuisce cospicui dividendi (237 milioni) ai suoi azionisti grazie al fatto che ha incassato milioni di euro con i soldi pubblici della rottamazione. Facile guadagnare coi soldi regalati dello stato e dei suoi contribuenti!
Atto quarto
Marchionne annuncia che 30 mila lavoratori Fiat saranno messi in cassa integrazione per 15 giorni, perché il mercato a gennaio ha subito una forte contrazione. Per garantire i profitti futuri i lavoratori devono ancora una volta subire una ulteriore riduzione dei loro già modestissimi salari, senza per altro avere alcuna garanzia sul futuro occupazionale.
Atto quinto
Mentre negli stabilimenti più a rischio di chiusura si moltiplicano le iniziative anche drammatiche di lotta, là dove si lavora e quando si lavora (vedi carrozzerie di Mirafiori) l’azienda impone ritmi e carichi di lavoro sempre più intensi e pesanti, lo sfruttamento selvaggio. Per questo oggi (27 gennaio) le lavoratrici e i lavoratori delle carrozzerie hanno realizzato con successo uno sciopero di 4 ore.
La domanda è retorica: è accettabile un sistema economico e sociale che sfrutta senza pietà la classe lavoratrice, che crea milioni di disoccupati e una precarietà dilagante, che taglia la spesa sociale e che usa le risorse dello stato per garantire i profitti ai privati e socializzare le perdite? A noi pare di no.

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