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Letteraria 2017 - Le parole della rivoluzione

Giulio Calella

Dal 9 all'11 giugno torna il Festival di Letteraria allo spazio Communia a Roma, quest'anno interamente dedicato alle parole della rivoluzione: Rivolta, Potere, Eroi, Letteratura, Resistenza, Antirazzismo, Femminismo, Operai e mutualismo.

Dal 9 all’11 giugno nello spazio di mutuo soccorso Communia a Roma, in via dello Scalo San Lorenzo 33, torna il Festival di Letteraria, che prende il nome dalla rivista fondata da Stefano Tassinari, giunto alla sesta edizione romana.
Quest’anno il festival è una delle tappe della nostra Road to revolution, che ha già visto e vedrà diverse pubblicazioni e iniziative in occasione del centenario dell’assalto al cielo più famoso della storia. E, come l’ultimo numero monografico della rivista, è dedicato alle “parole della rivoluzione”.
Rivolta, Potere, Eroi, Letteratura, Resistenza, Antirazzismo, Femminismo, Operai e Mutualismo: sono queste le parole di Letteraria 2017, ad ognuna delle quali sono affiancati uno o più libri di cui discuteremo con i nostri tanti ospiti.

Si inizia venerdì 9 giugno alle 17.30 con la parola Rivolta, che ci permette di fare un omaggio a Jack London discutendo con Goffredo Fofi e Maurizio Braucci di un libro uscito nel 1907, uno dei suoi romanzi più affascinanti, per l’incredibile capacità profetica, e sicuramente il più politico nel sottolineare la necessità della rivolta contro una società fondata sul profitto: Il Tallone di ferro (nella sua nuova edizione da poco uscita per Nova Delphi) al cui protagonista letterario – Ernest Everhard – Ernesto Che Guevara sarà debitore del proprio nome.
Alle 19 di venerdì la parola sarà invece Potere, e ne parleremo con il giornalista Giacomo Russo Spena e con l’autore Tv Carlo Freccero a partire dal libro curato dal leader di Podemos Pablo Iglesias, Vincere o morire (Nutrimenti edizioni, 2017), che esplora il fenomeno narrativo della serie Tv di maggior successo degli ultimi anni, Game of Thrones, per rileggere le categorie del politico e la grammatica del potere.
Alle 21.00 la parola sarà Eroi, in particolare i militanti guevaristi e montoneros che hanno sfidato con la lotta e la scrittura la dittatura argentina di Videla negli anni Settanta pagando – insieme ad altri 30mila argentini – il loro impegno con la desaparición. Ne parleremo facendo dialogare due libri: El minuto del pm napoletano Pino Narducci (Alegre, 2017), e Il violento mestiere di scrivere di Rodolfo Walsh nella nuova edizione di La Nuova Frontiera curata da Alessandro Leogrande. Con Narducci e Leogrande interverranno anche Adela Gutierrez del gruppo degli argentini in Italia per la verità e la giustizia, e Julio Santucho e Adriana Creatore parenti dei desaparecidos della Juventud guevarista.
A seguire musica popolare latinoamericana con la Cumbia dei Los tres Saltos.

Sabato 10 giugno si inizia alle 17 con la parola Letteratura, presentando – con tra gli altri i redattori Wolf Bukowski e Alberto Prunetti – l’ultimo numero della rivista Letteraria: un vero e proprio abbecedario della rivoluzione con 21 parole che hanno caratterizzato i più variegati tentativi rivoluzionari della storia o riconducibili al significato semantico della parola “rivoluzione”.
Alle 18.30 la parola sarà invece Resistenza, ma vista attraverso una memoria familiare che ci restituisce uno sguardo laterale e per questo più incalzante. Ne parleremo infatti presentando il libro di Rosa Mordenti, Al centro di una città antichissima (Alegre, 2017, collana Quinto Tipo), insieme a Graziano Graziani di Radio tre e al membro della band di scrittori bolognesi e direttore della collana Quinto Tipo Wu Ming 1.
Dopo una cena in sostegno alla sartoria migrante Karalò, alle 21.00 la parola sarà Antirazzismo, e presenteremo in anteprima il nuovo libro della collana Quinto Tipo: La santa crociata del porco di Wolf Bukowski, che ci accompagna in un nuovo viaggio sui rapporti tra cibo, confini, capitalismo e lotta di classe. Con l’autore interverrà ancora Wu Ming 1.
A seguire musica mediterranea con la musicista Sade Farida Mangiaracina.

Domenica 11 giugno alle 17.00, dopo un anno caratterizzato in tutto il mondo dai movimenti contro la violenza di genere, la parola sarà Femminismo. E si confronteranno i due libri che in questi mesi hanno dialogato con questo movimento sia sul piano della storia delle idee che delle specifiche piattaforme rivendicative: Storia delle storie del femminismo, di Cinzia Arruzza e Lidia Cirillo (Alegre, 2017), e Libere tutte di Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti (Minimum Fax, 2017).
Alle 18.30 la parola sarà Operai, discutendo di Meccanoscritto, un esperimento di letteratura "working class" dove i lavoratori scrivono di se stessi in prima persona in un dialogo nel tempo tra racconti scritti da metalmeccanici negli anni Sessanta per un concorso organizzato da Luciano Bianciardi e operai di oggi che scrivono collettivamente attraverso un laboratorio di scrittura – MetalMente – coordinato da Wu Ming 2, altro membro del collettivo di scrittori bolognesi. Insieme a Wu Ming 2 e Maurizio Busi del collettivo MetalMente interverranno Alberto Prunetti – autore di Amianto -, il giornalista Salvatore Cannavò e l’operaio della fabbrica recuperata RiMaflow Luca Federici.
La chiusura, alle 21 di domenica, sarà dedicata alla parola Mutualismo, ma stavolta non partiremo dalla presentazione di un libro ma di un liquore capace di comunicare una possibile diversa narrazione della realtà: è l’Amaro partigiano prodotto dalla fabbrica recuperata RiMaflow insieme all’Archivio della resistenza di Fosdinovo (Ms). Un progetto carico di significati, a sfruttamento zero e frutto di una produzione mutualistica, conflittuale con le Catene della distribuzione, titolo questo del documentario vincitore del Premio Morrione che proietteremo a seguire insieme agli autori Leonardo Filippi, Maurizio Franco e Maria Panariello, e all’autore de La danza delle mozzarelle Wolf Bukowski.
Ci saluteremo infine con il “revolution blues” dei Fleurs du mal, e un brindisi con l’Amaro partigiano!

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