Nota quotidiana

Letteraria 2016 - Utopie per altre storie

Giulio Calella

Dal 10 al 12 giugno a Roma la quinta edizione del festival di letteratura sociale "Letteraria". Tre giorni in cui raccontare, immaginare e praticare utopie per opporsi al distopico stato di cose presente.

Dal 10 al 12 giugno a Communia Roma torna Letteraria, il festival di letteratura sociale giunto ormai alla sua quinta edizione romana, con un programma di eventi costruito raccogliendo gli spunti del tema monografico dell’ultimo numero della rivista fondata da Stefano Tassinari, interamente dedicato a utopie e distopie.

Se la realtà che vogliono imporci, e ancor più le narrazioni che l’accompagnano, mostra infatti sempre più chiaramente il proprio volto distopico, per opporsi è necessario tornare a parlare di utopia. Se l’etichetta di “utopico” è il modo più veloce con cui nella vulgata dominante viene bollato qualsiasi tentativo di trasformazione della realtà, per noi parlare di utopia, immaginarla, progettarla e praticarla, è l’unico vero modo per opporsi allo stato di cose presente, iniziando a svelarne proprio il carattere distopico.
Le pagine dell’ultimo numero di Nuova rivista Letteraria, che sarà presentato sabato 11 da Wu Ming 1 insieme ad Alberto Prunetti, Lorenzo Declich e Adriano Masci, grondano di utopia, raccontando di esperimenti artistici e letterari, di tentativi rivoluzionari e anche di tante esperienze che esistono perchè si nutrono di utopia costruendo nuclei di resistenza, autoproduzioni fuori mercato, esperienze autogestionarie e solidali.

Il festival inizia venerdì 10 con l’ultimo libro di Wu Ming 2 Il sentiero luminoso, che oppone alla distopia dell’alta velocità il diritto al paesaggio e alla viandanza, dove viaggio, spazio pubblico, relazione e immaginazione si uniscono. A seguire – proprio nel pieno di una distopica campagna elettorale per le elezioni amministrative – Giacomo Russo Spena, Christian Raimo e Paolo Berdini analizzeranno l’esperienza di Ada Colau e della sua città in comune, in un tentativo di innovare radicalmente il significato della democrazia e della partecipazione, che non può esistere senza conflitto sociale. In serata, la narrativa verrà impastata con le sonorità del punk dal Wu Ming Contingent, che ci riporterà tra gli orrori della Prima guerra mondiale e i tentativi di diserzione presentando il loro ultimo album Schegge di Shrapnel.

Il sabato, dopo la presentazione di Letteraria già citata, le utopie diventeranno propriamente letterarie. Wu Ming 1 e Tommaso De Lorenzis coordineranno infatti una vera e propria preview dei prossimi libri del Quinto Tipo, la collana di “oggetti narrativi non identificati” diretta per Alegre da Wu Ming 1, confrontandosi con i futuri autori sui tentativi di ibridazione di ognuno, su come uscire dai canoni dei generi per raccontare, “con ogni mezzo necessario”, storie aliene al mainstream. In particolare Selene Pascarella, Andrea Olivieri e Rosa Mordenti discuteranno dei propri libri ancora in lavorazione insieme agli autori già usciti per la collana. In serata sarà il momento di ascoltare due degli ultimi libri del Quinto tipo, Settantadue di Simone Pieranni e PCSP (Piccola contro storia popolare) di Alberto Prunetti, con un reading musicale dai due testi curato dalla Compagnia Garofoli/Nexus, con incursioni dei due autori.

La giornata finale di domenica inizierà con un dibattito a tre tra Giuliano Santoro, Andrea Staid e Francesco Pompeo, autori di tre libri che parlano di periferie e migrazioni, dalle feconde esperienze di meticciato alle ossessioni securitarie nella ricerca di “decoro” e inesistenti “Molenbeek italiane”, passando per i distopici processi di “gentrificazione” che producono ulteriori disuguaglianze ed esclusione sociale. A seguire ci sarà la presentazione di Giulio Regeni, le verità ignorate, in cui l’autore Lorenzo Declich discuterà insieme ad Amedeo Ricucci e Leonardi Bianchi di come si è arrivati dall’utopia della rivoluzione di piazza Tahir del 25 gennaio 2011 alla scomparsa il 25 gennaio di 5 anni dopo del ricercatore italiano che studiava proprio i movimenti sindacali protagonisti dei conflitti sociali egiziani. Una vera e propria denuncia dello stato di polizia perpetrato dal regime di al-Sisi e dei suoi rapporti con il governo italiano, tenendo vivo un caso che sembra già ripiombato in un assordante e complice silenzio. Dopo una cena a sostegno della sartoria migrante Fuori mercato Karalò – una delle utopie concrete che vivono dentro lo spazio che ci ospita, Communia – presenteremo in anteprima la riedizione de La mia guerra di Spagna di Mika Etchebéhère, che uscirà in libreria per Alegre il 23 giugno ma sarà disponibile già durante il festival. Mika fu l’unica donna a capo di una colonna del Poum durante la guerra civile che iniziò nel luglio di ottant’anni fa, un tentativo rivoluzionario tra i più significativi del Novecento sconfitto dal fascismo di Franco e dai tradimenti dell’Unione sovietica staliniana, ma che tanto ha da insegnare a chi vuole immaginare una società diversa da quella capitalista. La nuova edizione ha una prefazione di Goffredo Fofi, e con lui e con la storica Vanessa Roghi discuteremo di quell’esperienza utopica schiacciata dalla distopia del franchismo.

Le note dei San Lorenzo Revolutionary Jazz Ensemble – orchestra jazz composta interamente da musicisti del quartiere che ci ospita – chiuderanno il festival, anche quest’anno dedicato alla memoria di Stefano Tassinari. Nella convinzione di proseguire, seppur parzialmente, l’utopia del suo lavoro cultuale.

Qui si può vedere il dettaglio del programma.