In movimento

Le botte e la resistenza in Val di Susa

di Emiliano Viti

La polizia manganella furiosamente e spedisce un ragazzo e una signora all'ospedale. Ma la mobilitazione non si ferma. «Pensano di piegarci ma noi andiamo avanti». Oggi conferenza stampa e domani fiaccolata

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Il Governo vuole risolvere la questione Torino-Lione a suon di manganellate. Il cambio di registro si è visto ieri notte quando le forze dell'ordine hanno caricato a freddo. Già il giorno prima, a Coldimosso, i no Tav avevano contestato il posizionamento di una nuova trivella. Ma nel tardo pomeriggio del 17 Febbraio, dai presidi di S.Antonino e Susa sono partite decine di manifestanti verso Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, dove sono all'opera le ruspe per il sondaggio S72.
Come già visto per il posizionamento delle altre trivelle, lo spiegamento di forze dell'ordine è imponente. I No Tav riescono ad aggirare il blocco sulla statale passando per le vie dei boschi, arrivando così in pochi minuti a 10 metri dal cantiere. Dopo qualche slogan e il lancio di qualche palla di neve, il vicequestore Spartaco Mortola, tristemente noto per i fatti del G8 di Genova, ordina ai suoi uomini di caricare. La determinazione dei manifestanti mantiene il presidio davanti al cantiere.
Intanto, le forze dell'ordine chiudono completamente la SS24 e l’autostrada con più blocchi per impedire ad altri manifestanti di raggiungere il luogo della trivella. Le cariche si fanno man mano più pesanti con veri e propri inseguimenti. Due sono i feriti gravi trasportati all'ospedale le Molinette: un corrispondente di RadioBlackOut, in prognosi riservata, e una signora che forse rischia di essere operata, per un forte colpo al basso ventre. Nella conferenza stampa di stamattina, 18 Febbraio, i No Tav hanno dichiarato: ”Ciò che è successo si commenta da solo. Questo è un Governo che non cerca affatto il dialogo con le istituzioni locali ma impone con la forza le proprie decisioni!”. “Il Governo comincia ad essere particolarmente nervoso.” - spiega Lele dei No Tav - “Pensavano di prendere per stanchezza il movimento, invece in Val di Susa la resistenza prosegue e per ogni trivella posizionata continua la mobilitazione popolare. Ad oggi su 91 sondaggi, solo 13 sono iniziati. Lo ribadiamo, sono solo sondaggi mediatici”. Fu il Governo a dichiarare che i "sondaggi saranno fatti di giorno con il consenso della popolazione". Tutto il contrario.

La mobilitazione in Valle dunque prosegue, per domani è indetta una fiaccolata alle ore 18:00 da Coldimosso fino a Bussoleno. Come dicevano le manifestazioni NoTav: "Sarà Dura". Lo sarà soprattuto per chi vuole chiudere la partita Torino-Lione come se fosse un problema di ordine pubblico.