La battaglia per il clima

L'Altra Copenhagen

Emiliano Viti

Si è aperto il vertice di Copenaghen. Ecco il calendario dell'altro vertice, gli appuntamenti e le manifestazioni dei vari movimenti ecologisti.

Lunedì a Copenhagen è iniziato il summit Onu Cop 15. Molto si è parlato in questi giorni dei negoziati in corso tra i leader della terra, molto meno delle iniziative che ci saranno per le strade della capitale danese. Il Contro-forum, articolato su più giornate tematiche, vedrà una serie di dibattiti, azioni e manifestazioni in base a gruppi di affinità.

Si partirà l'11 Dicembre, giornata di azioni dirette contro le corporation responsabili del riscaldamento climatico. Dal mattino ci saranno azioni diffuse in tutta la città, con modalità creative e con blocchi delle attività di queste multinazionali. L'obiettivo sarà quello di fermare per un giorno le attività di chi fa profitto sull'ambiente. Lo slogan della giornata sarà “Our climate, not your business!”.

Il 12 Dicembre, giornata per le realtà dell'ambientalismo più moderato. Una piazza sarà occupata dall'Associazione “Amici della Terra” che con lo slogan “L'Alluvione sta arrivando” costruiranno una serie di azioni simboliche stile Greenpeace. Scopo delle iniziative sarà quello di lanciare un appello ai leader della terra per fare in modo che Cop15 riesca a trovare un impegno concreto e vincolante per la diminuzione di Co2 nell'aria. Stessa richiesta verrà fatta, nello stesso giorno, dalla manifestazione della campagna “Global Climate Compaign”. In contemporanea ci saranno manifestazioni in altre città del mondo per lanciare lo stesso appello.

Il 13 Dicembre “Hit the production - Il nostro sistema economico è la causa del cambiamento climatico. Per fermare il cambiamento climatico dobbiamo trasformare questo sistema ormai rotto”. Così inizia l'appello per una mobilitazione che critica radicalmente i negoziati di Cop15 e che vorrà bloccare il porto di Copenhagen per tutto il giorno, come simbolo dell'industria capitalista basata sulla crescita sfrenata e l'uso di combustibili fossili. L'appello si chiude con l'invito a riprodurre azioni analoghe in altre città d'Europa. Inoltre, sempre il giorno 13, Via Campesina manifesterà contro l'industria del cibo.

Il 14 Dicembre sarà invece la giornata di “No Borders Action – No Climate refugees”. Ci saranno azioni che tenteranno di evidenziare come le politiche capitaliste, depredando i paesi più poveri e provocando quindi devastazioni ambientali, siano tra le cause della fuga di tanti migranti e rifugiati. Lo stesso giorno ci saranno dibattiti sul tema del “Debito climatico”, ovvero il maggior peso che hanno le economie dei paesi ricchi sul riscaldamento climatico.

Il 15 Dicembre sarà il “Climate Agriculture Action day” al grido: “Produzione locale per consumo locale, cambiare il sistema alimentare non il clima”. Un cartello di organizzazioni contadine per lo più europee, dimostreranno contro le regole della UNFCCC, contro il sovraconsumo e a difesa del diritto alla terra per chi la coltiva. Inoltre, per la gioia dei buontemponi, lo stesso giorno verrà assegnato il premio della “Sirena Arrabbiata”. Il trofeo lo vincerà il gruppo di affinità che avrà concluso l'azione più efficace per fermare il riscaldamento climatico. Vedremo.

Il 16 Dicembre ci sarà la manifestazione più grande. “Reclaim the power”. Il corteo tenterà di invadere pacificamente l'area dove si svolge COP15 per bloccare il summit e fare in modo che si crei una grande assemblea popolare dei movimenti sociali, dove presentare le vere alternative per ridurre le emissioni di Co2 e cambiare un sistema basato sull'ingiustizia sociale.

Il 18 Dicembre, giornata di chiusura del Summit, vedrà diverse azioni, molte delle quali non pubbliche, in più zone della città. Così calerà il sipario su Cop15.