Sinistra Anticapitalista

La sinistra anticapitalista discute a Copenaghen

Marzia Matarese

Si è tenuto oggi il dibattito sul ruolo delle sinistre radicali europee nella lotta al capitalismo e alla crisi climatica.

Copenhagen 13 dic 09

Si è tenuto oggi il dibattito sul ruolo delle sinistre radicali europee nella lotta al capitalismo e alla crisi climatica.
"Non è possibile trovare soluzioni alla crisi climatica senza avere una prospettiva anticapitalista", queste le parole d'ordine dei vari interventi che si sono susseguiti nel pomeriggio.
La discussione si è concentrata sul ruolo dei partiti, le relazioni con i movimenti, le prospettive dopo Copenhagen, individuando un passo importante verso la costruzione di un movimento ampio per la giustizia climatica la coordinazione tra partiti, sindacati, organizzazioni ambientaliste, movimenti sociali organizzati. "Dobbiamo riflettere sul ruolo della sinistra anticapitalista nel dibattito sulla sostenibilità ambientale ed i cambiamenti climatici, esordisce Marisa Matias esponente del Bloco de Esquerda portoghese, la crisi ambientale porta con sé drammatiche conseguenze. I nostri sforzi finora non sono ancora sufficienti. I problemi ambientali hanno un carattere estremamente tecnico, ma poiché ricadono immediatamente sulla sfera del sociale bisogna considerarli parte della questione politica”.

Tutti si sono espressi ribadendo la necessità di incentrare l'agenda politica sui bisogni delle popolazioni e non sugli interessi delle multinazionali; ristrutturare il sistema agricolo su una crescita economica che sostenga i coltivatori, le esperienze delle comunità agricole e le aziende locali. Per questo è fondamentale la questione della sovranità e della redistribuzione delle ricchezze, della partecipazione ai processi decisionali da parte dei paesi del sud del mondo, principalmente soggetti alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Attuare soluzioni pensate in base alle esigenze di tutta la popolazione mondiale e a quelle di pochi.

È emersa inoltre la questione della guerra e delle spese militari: “Basta con le spese militari bisogna invece spendere tali risorse per politiche ambientali e di sostegno a quei paesi vittime dei cambiamenti climatici”afferma un militante del Socialist Workers Party statunitense. È fondamentale ribadire l'importanza delle esperienze dei movimenti delle donne, il soggetto complessivamente più colpito dai disastri ambientali e dei soggetti LGBTIQ “spesso tagliati fuori dall'accesso alle risorse ed emarginate dalle società” dichiara un'attivista filippina.