Cronache dalla crisi

La Fiom avverte: «stanno per smantellare l'articolo 18»

Il sindacato dei metalmeccanici prepara una legge di iniziativa popolare per affermare il diritto alla rappresentaza democratica, estendere le Rsu alle imprese con meno di 15 dipendenti e certificare gli iscritti al sindacato. Ma punta il dito contro il ddl sul lavoro che è in discussione alla Camera

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Una legge di iniziativa popolare per la quale la raccolta di firme inizierà a febbraio. E' la proposta della Fiom presentata oggi in una conferenza stampa presente anche il segretario generale Gianni Rinaldini. La legge di iniziativa popolare punta a tre obiettivi: far approvare i contratti siglati dalle organizzazioni sindacali dai lavoratori «mediante referendum»; affermare il diritto dei lavoratori di eleggere rappresentanti sindacali in ogni azienda, anche in quelle con meno di 15 dipendenti; un sistema per la certificazione della rappresentatività sindacale «dato dalla percentuale di voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu - «senza più alcuna quota garantita a nessuno, come avviene oggi» - e dal numero degli iscritti che versano contributi sindacali», così come accade nel sistema pubblico. Le ipotesi di accordo devono essere sottoscritte da organizzazioni sindacali che abbiano una prevalente rappresentativita«, con una soglia del 5% tra dato elettorale e associativo. Infine la Fiom chiede che le ipotesi di modifica degli accordi quadro di riforma contrattuale siano sottoposti all'approvazione dei lavoratori tramite referendum.
La Fiom ha messo sotto accusa anche il disegno di legge sul lavoro in discussione alla Camera il Governo che si prepara a «smantellare le tutele» del lavoratore «pezzo per pezzo». Rinaldini denuncia infatti che in quel ddl c'è un'operazione per «far fuori l'articolo 18». L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori prevede la reintegrazione nel posto di lavoro della persona licenziata senza giusta causa o giustificato motivo. Nel provvedimento - spiega il numero uno della Fiom, Gianni Rinaldini - infatti c'è la possibilità di inserire nel contratto individuale tra lavoratore e azienda una clausola che prevede in caso di controversie sul lavoro, compreso il licenziamento, di utilizzare l'arbitrato piuttosto che rivolgersi al magistrato. «Di fatto l'azienda - ha detto Rinaldini - può far firmare nel contratto di assunzione anche l'obbligo all'utilizzo dell'arbitrato, facendo fuori di fatto l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori».
Accusato anche il cosiddetto processo breve che oggi «significa l'amnistia di tutte le morti bianche».
Infine, l'ennesima presa di distanza da Cisl e Uil (ma anche da una parte della Cgil) per quanto riguarda l'accordo separato per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici che ha prodotto, spiega Rinaldini, una situazione «esplosiva e devastante». L'intenzione della Fiom è quindi di «non applicare nessuna regola» e di non «rispettare nulla» del nuovo accordo. La Fiom ha più volte detto di considerare ancora in vigore il contratto nazionale del 2008 (firmato per il quadriennio 2008-2011 per la parte normativa) e di prendere gli aumenti salariali che saranno erogati in base al contratto firmato dalla Federmeccanica con Fim e Uilm per il 2010-2012 come «solo una prima quota rispetto a quanto complessivamente dovuto». «Chi ha pensato con l'accordo di arrivare a una situazione pacificata nelle aziende - ha detto Rinaldini - ha sbagliato i conti. È un impianto che aumenterà i conflitti sociali».

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