In movimento

Impedite le trivellazioni in Val di Susa

Notte movimentata in Val di Susa dove alcune centinaia di manifestanti hanno bloccato i sondaggi che preludono alla costruzione della nuova ferrovia di Alta Velocità. Una mobilitazione spontanea, anche caricata dalla polizia, ma che si è conclusa senza feriti

Notte pesante alla periferia di Susa (Torino) dove intorno alla mezzanotte è stato avviato un nuovo sito per i sondaggi preliminari alla realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione. L'arrivo della nuova trivella è stato accolto dall'ennesima protesta con chiodi sparsi sull'autostrada e lanci di oggetti vari. Una ventina di minuti dopo l'arrivo della trivella circa 200 manifestanti sono arrivati in prossimità del sito in allestimento. Alcuni di loro si sono posizionati sul cavalcavia della statale 24, che passa al di sopra del sito del sondaggio, e hanno iniziato a lanciare pietre. Questo il racconto del Comitato no Tav, "Spinta dal Bass: "L'allarme è partito in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino si è mobilitato. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l’S72. Dai presidi di S.Antonino e Susa sono partite decine di macchine che sono arrivate sul luogo. Le forze dell’ordine sono state prese alla sprovvista, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti".
Qui una sorpresa, certamente non gradita: a capitanare le forze di polizia è il vicequestore Spartaco Mortola, il capo della Digos a Genova nel 2001, che “a freddo” ordina ai suoi uomini di caricare. "Per fortuna - dicono ancora i No Tav - solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell’ordine".
"Vista la situazione difficile è stata chiusa sia la SS24 che l’autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella. Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per potersi garantire una via di fuga a loro e alla trivella, non possono far altro che tagliare con il cannello il guard-rail dell’autostrada e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo “volante” contiguo al cantiere appena installato".
I manifestanti hanno lasciato l'area intorno alle 5 e alcuni di loro, secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, hanno gettato dei chiodi sul manto autostradale tanto che quel tratto di autostrada è rimasto chiuso per permetterne la bonifica ed è poi stato riaperto in mattinata.