Tempi moderni

Il Prefetto de L'Aquila querela Left e il "nostro" Manuele Bonaccorsi

Giulio Calella

Gabrielli, Prefetto de L'Aquila, dopo aver dato dei "cialtroni" al popolo delle carriole, annuncia querela e denuncia penale nei confronti del settimanale Left e dei giornalisti Manuele Bonaccorsi e Angelo Venti, rei di un articolo sulle sue mosse per succedere a Bertolaso. Un pesante avvertimento a chi per primo, anche con il libro Potere assoluto, ha denunciato il funzionamento della Protezione civile

Franco Gabrielli, ex poliziotto, ex capo del Sisde, diventato il Prefetto de L’Aquila dal 6 aprile del 2009 per lavorare fianco a fianco con Bertolaso nell’emergenza e ricostruzione del capoluogo abruzzese, è su tutte le furie dopo aver letto un articolo del settimanale Left a firma Manuele Bonaccorsi e Angelo Venti.
Un prefetto successore, titola l’articolo, alludendo alle voci che lo danno alla successione di Bertolaso a Capo della Protezione civile, e comunque in attesa di divenire a breve il suo vice, come riportato da molti organi di stampa nei giorni scorsi.
E in fondo è proprio questo articolo a dare l’occasione a Gabrielli di svestire per un giorno i panni del poliziotto, e mettere quelli del politico. In una Conferenza stampa – fatto insolito per un poliziotto – annuncia una querela per i due giornalisti e per il direttore responsabile della rivista dichiarando di voler agire anche in sede penale per ottenere un ristoro commisurato al danno d'immagine subito.
L’articolo incriminato [che pubblichiamo di seguito] sottolineava come il controllore (Gabrielli) di colui che dirigeva i lavori per l’emergenza e la ricostruzione a L’Aquila (roba da circa un miliardo di euro) ha non solo accettato di buon grado che le sue funzioni di controllo fossero in gran parte esautorate, ma si è attivato più per denunciare i giornalisti che riportavano notizie inquietanti sulle ditte in appalto che le ditte stesse. Fino al caso di una ditta prima difesa a gran voce da Gabrielli a cui poi egli stesso ha dovuto ritirare il certificato antimafia.
Del resto anche subito dopo la notizia dell’inchiesta sugli appalti della Protezione civile, Gabrielli si è affrettato a dichiarare: «Con Bertolaso ho passato dieci mesi di intenso lavoro e ho apprezzato la sua integrità».
Per il rappresentante del Governo dell'Aquila l'articolo sarebbe il concentrato di «sommatorie, falsità, non conoscenza della legge, di preconcetti», volto a sostenere in termini diffamatori che il Prefetto avrebbe sottaciuto per conseguire un vantaggio di carriera, succedere a Guido Bertolaso.
Nella denuncia, ha detto Gabrielli, «prendiamo in esame tutte queste falsità, marchiane ignoranze della legge», sostenendo che la legge non riferisce al Prefetto «nessun compito nella gestione delle emergenze se non nella fase immediatamente precedente alla nomina del Commissario», e che è falso che dall’Ordinanza di Protezione civile sia disceso un allentamento dei controlli.
Gabrielli è stato nelle cronache nelle scorse settimane anche per aver cercato di impedire durante la campagna elettorale la manifestazione del “popolo delle cariole” – il movimento che denuncia la mancata ricostruzione del centro de L’Aquila – e per averli definiti per le loro contestazioni durante le commemorazioni ad un anno del terremoto «quattro cialtroni». Questo concetto ci tiene in effetti a ribadirlo anche nella Conferenza di oggi: «non mi pento assolutamente e lo ribadisco che chi dileggia un'assemblea elettiva e le più alte cariche dello Stato in un'assemblea convocata per commemorare delle persone morte, è un cialtrone». Invece chi chiede “massaggi” in cambio di appalti è da apprezzare per la propria integrità.
Non è forse un caso che Gabrielli si scagli con tale veemenza verso un piccolo settimanale come Left. Proprio Manuele Bonaccorsi su quella rivista è stato il primo a denunciare – ben prima dell’inchiesta sulla Protezione civile – l’enorme concentrazione di poteri del capo della Protezione civile, fino a scrivere – nel novembre 2009 – il libro da noi edito Potere assoluto, per lungo tempo unica voce critica verso l’operato di Bertolaso. Una querela insomma che sa tanto di avvertimento verso giornalisti che provano a raccontare la verità, e verso un movimento che denuncia i reali bisogni della popolazione aquilana.
A Left, al suo direttore responsabile, ad Angelo Venti, e naturalmente al “nostro” Manuele Bonaccorsi, va la nostra piena solidarietà.

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