Rassegna dal web

Il mago della parola immaginata

Prima giornata del Festival di Letteraria con il reading dedicato a Stefano Tassinari con le musiche dei Tetes de Bois. Sulla scalinata di Lettere va in scena la letteratura ribelle

Un reading serale sulla scalinata di Lettere, alla Sapienza di Roma. Con la sua faccia proiettata sulla facciata della facoltà. L'omaggio a Stefano Tassinari si è svolto in un'atmosfera rarefatta ieri sera a Roma, dentro un'università che si è andava svuotando tranne un centinaio di giovani e meno giovani amici dello scrittore scomparso l'8 maggio e che ne hanno ascoltato un ricordo emozionante. Il tutto dentro la la festa di Letteraria, la rivista fondata da Tassinari, che durerà fino a domani (venerdì) sera.
La serata si è snodata tra le letture dei suoi racconti fatte da Checchino Antonini ("Il vento contro", la storia di Pietro Tresso) e Maria Rosa Cutrufelli ("Via della Ghiara" dal libro "D'altri tempi") e dallo stesso Tassinari di cui è stata proiettato un reading del racconto "A passo d'ombra", tratto sempre da "D'altri tempi". Ma a condire e rendere speciale la serata sono state le musiche dei Tetes de Bois che hanno accompagnato le letture, suonato dei loro pezzi e infine, con Andrea Satta, il cantante, letto il ricordo scritto da quest'ultimo per Stefano e pubblicato dall'Unità. Ve lo riproponiamo non prima di aver citato la bella "lezione "condotta nel pomeriggio da Maria Rosa Cutrufelli sui romanzi delle stragi e sulla ferita ancora aperta di Portella della Ginestra (su cui si basa il suo ultimo libro "I bambini della ginestra") e la presentazione, con la presenza di Carlo Lucarelli, Angelo Ferracuti e della stessa Cutrufelli, del libro "Lavoro vivo", la raccolta di racconti sul lavoro appena pubblicato da Alegre. Si continua oggi con la "lezione d'autore" di Pino Cacucci - tema: letteratura e ribelli a partire dal suo libro "Nessuno può portarti un fiore" - e la presentazione di Letteraria ancora con Lucarelli, lo stesso Cacucci, Cutrufelli e Bruno Arpaia. In serata, reading di Sorci verdi, musica e chiacchiere all'aperto. E ora, il testo di Andrea Satta
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Ricordo Tassinari, mago della parola immaginata
«Ciclopista del diavolo», notte di luna calante. Stefano mi vieni sempre in mente: Antifascista, Bassani, Colto, Didattico, Estetico, Fumatore, Giusto, Hendrix, Idealista, Lettore, Movimento, Naturale, Opposizione, Partito, Resistente, Stones, Tas, Urgente, Vero, Z …(?). Pedalo, sto arrivando, in quell’angolo compreso fra l’Emilia, la Toscana e la Liguria. Da poche ore è morto Stefano Tassinari. Uno scrittore, un mio amico, molto caro, meraviglioso.
Mi hanno regalato una bicicletta, è successo a Brescia, è firmata Têtes de Bois, un premio, una dedica. L’ho caricata sul treno, alla stazione di Solignano sono sceso e me la sono fatta a pedali. Arriverò fino a Pietrasanta, sulla Francigena, in Versilia, destinazione concerto. È durissima. Ultimi spasmi del Passo della Cisa, ho lasciato l’afa padana e respiro l’aria tersa dell’Appennino. Da un po’ di metri oltre la siepe mi controlla un fagiano, atterra, svolazza, mi attraversa il cielo. Mi sento di troppo, mi ha già guardato torvo un gufo, due tornanti sotto. Dormirò quassù stanotte. In questa casa cantoniera rossa, diventata ostello, pensare a te, Stefano, sarà più bello. A te che mi incoraggiavi a scrivere e a cantare, che mi incoraggiavi a essere. Siamo “ritagli di tempo”, lo so. Tu lo sapevi meglio. Ci hai stracciato con la fantasia e il coraggio. Sei stato grande. Incollo la tua foto nell’aria, gioco con la mente, succede come con le stelle.
Bisogna puntare quella accanto per vedere quella che ami, la più brillante. Allora non ti fisso direttamente. Ti ricompongo attraverso l’alfabeto delle tue parole, di nuovo… quelle più vicine: Affabulatore, Bologna, Comunista, Dettaglio, Eleganza, Ferrara, Generoso, H …(e l’acca …?),Internazionale, Lotta, Mamma a pranzo la domenica, Narratore, Orgoglio, Precisone, Rock, Spal, Tolfa, Uomo, Volontà, Z …(?). Non riesco a prendere sonno … e domattina all’alba dovrò partire. Dopo una vita di “Assalti al cielo”, sempre “Col vento contro” per “L’amore degli insorti” e per te, uomo “D’altri tempi”, è “L’ora del ritorno”. Ciao, mago della “Parola Immaginata”, non ci incontreremo più. Ci sarà senz’altro un paradiso del popolo, lo troverai. Io ho provato a volerti bene. Davvero. La notte è alta, la luna è salita tanto, cerco la stella accanto e decanto: Area, Bakunin, Cinema, Dondero, Energia, Franchezza, Guccini, Hendrix (ce lo rimetto, gli piaceva troppo …), Internazionale (intesa come Inter), Lavoratori, Manifesto, Netto, Ostinato e contrario, Partita, Rivoluzione, Stefania, Talento, Umano, Versatile, Z… (ecco, mi manca di nuovo la “Z”!) Vedi… avrei voluto conoscerti ancora meglio, abbiamo avuto tanto tempo e non ci è bastato.