Nota quotidiana

Il 25 aprile l’Anpi di Roma premierà Davide Grasso per aver combattuto l’Isis in Siria

Per la questura di Torino è un soggetto pericoloso, per tutti gli altri Davide Grasso è un combattente per la libertà

Per la questura di Torino è un soggetto pericoloso. Davide Grasso e altri quattro militanti sono in attesa che il tribunale della città si pronunci, il prossimo 24 giugno, sulla richiesta di sorveglianza speciale avanzata nei loro confronti. Il teorema è che l’aver combattuto in Siria nelle fila dello Ypg curdo contro l’Isis sia indice di “inclinazione alla violenza” che rende pericolosi i soggetti anche qui in Italia.
Per tutti gli altri Davide Grasso è un combattente per la libertà, tanto che il 25 aprile riceverà un premio alla “resistenza”, proprio per l’esperienza di combattente che ha raccontato nel libro Hevalen, uscito per la collana Quinto Tipo.
Il riconoscimento, intitolato alla memoria del partigiano Giacomo Ferrari e promosso dall’Anpi Roma e dalla Fondazione Bocchi, verrà consegnato il 25 aprile alle 17.00 al Nuovo Cinema Palazzo, in piazza dei Sanniti a Roma.
Un premio andrà anche a Mario Fiorentini, comandante del Gap “Antonio Gramsci” di Roma e anche lui autore di un libro di memorie (Sette mesi di guerriglia urbana, Odradek). Saranno presenti Fabrizio De Sanctis, presidente dell'Anpi provinciale di Roma e Giancarlo Bocchi della Fondazione Bocchi. Sono previste anche proiezioni di filmati della resistenza partigiana a Roma e in Siria.
«Questo riconoscimento va in primo luogo ai caduti delle forze siriane democratiche, a Lorenzo Orsetti e a tutti gli altri e le altre, di qualsiasi nazionalità, che hanno perso la vita negli ultimi anni nella Siria del nord», ha dichiarato Davide Grasso.
«Il premio è espressione di una tendenza presente nella società italiana, che riconosce il valore di queste forze democratiche e il valore della rivoluzione delle donne e della lotta contro l’Isis nella Siria del nord. È una tendenza che si contrappone frontalmente a quella incarnata invece dalla procura di Torino e dalla procura di Cagliari, che in questi mesi stanno cercando di criminalizzare le forze siriane democratiche, lo Ypg, coloro che dall’Italia sono andati a combattere in Siria dalla parte giusta.
Il mio libro, Hevalen, è stato citato in aula come espressione di esperienze e di idee pericolose per l’incolumità dei cittadini italiani. Sono state citate come persone pericolose anche persone morte in guerra, che racconto nel libro: un insulto alla loro memoria.
e quindi in una situazione così grave, una parte delle istituzioni repressive italiane, c’è l’altra parte della fondazione bocchi e Anpi di voler riconoscere questo lavoro. E infine penso sia un buon risultato anche per il mio editore, che in questi anni ha dimostrato sensibilità per la causa».

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