In movimento

Dal convegno di Genova sul debito verso il Cadtm italiano

Salvatore Cannavò Marco Bertorello

Circa 200 persone hanno partecipato ieri al convegno "Il Giubileo del debito?" a Genova all'interno delle iniziative per i 15 anni dal G8, da cui è partita l'idea di costruire una sezione italiana del Catdm, il comitato internazionale per l'annullamento dei debiti illegittimi. Di seguito pubblichiamo gli articoli sull'iniziativa usciti su Il Fatto quotidiano e su il manifesto.

Da Bergoglio ai no debito, Genova ha ancora qualcosa da dire
Salvatore Cannavò da Il Fatto quotidiano

La particolarità della giornata sta già nel nome: “Dal G8 di Genova alla Laudato si’ – Il Giubileo del debito?”. Questo il titolo della iniziativa che ha aperto ieri, al Palazzo Ducale di Genova, le giornate di ricordo del G8 del 2001. Iniziativa organizzata dalla Fondazione Palazzo Ducale e dal Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi (Cadtm) in collaborazione con Comitato Piazza Carlo Giuliani. E quel Laudato si’ conferma proprio quello che promette, un dialogo diretto tra esponenti del mondo “altermondialista”, dediti alla battaglia per l’abolizione dei debiti illegittimi, come Éric Toussaint che del Cadtm è il fondatore, e settori importanti della Chiesa. Alcuni presenti al convegno come monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne o monsignor Giovanni Ricchiuti, o, ancora, il presidente di Pax Christi Italia e padre Alex Zanotelli. Altri presenti nello spirito, anzi mediante la lettera con cui il cardinal Peter Turkson – da sempre indicato come il futuro “papa nero” (è del Ghana) – ha sostenuto l’iniziativa ma soprattutto l’idea di lavorare per alleggerire il peso del debito.

Il tema sembra utopico, se non peregrino, ma torna ripetutamente nel dibattito pubblico. Vuoi per le vicende greche – di cui Éric Toussaint ha offerto una lucida e critica, rispetto a Tsipras, ricostruzione – vuoi per vicende più piccole come quelle italiane. La campagna elettorale per Roma, ad esempio, è stata segnata dal tema della cancellazione del debito (o di una sua parte) contratto dal Comune nelle gestioni precedenti. In realtà, la tematica è ancora più subdola perché mentre si inveisce dal punto di vista degli economisti classici contro ricette considerate sciagurate, in realtà i debiti delle banche rappresentano la variabile che sta minando alla radice la solidità del progetto europeo.

Il debito, secondo la nuova alleanza tra ex no global – a gestire gran parte della giornata è stata Attac Italia – e Chiesa bergogliana, non è solo un’arma della finanza globale contro i Paesi periferici, ma anche il motore, forse l’unico negli ultimi dieci anni, della crescita finanziaria a livello globale. Crescita “drogata”, nelle forme più spurie, anche dalla Bce, dalla dilatazione dei debiti pubblici.

E così, da questa giornata snobbata dai più, nasce l’idea di costituire anche in Italia il Comitato per l’annullamento del debito (Cadtm), ormai presente in decine di Paesi e in quattro continenti, ma non ancora in Italia. A settembre verrà presentato ufficialmente e poi muoverà i suoi primi passi. E magari rivelarsi uno strumento utile per quegli amministratori, come i sindaci del M5S, che della questione del debito sono rimasti gli unici a parlare.

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Il debito illegittimo
di Marco Bertorello da il manifesto

Oggi per l'intera giornata a Genova, nelle sale di Palazzo Ducale, nei medesimi luoghi in cui si tenne il G8 nel luglio di 15 anni fa, ci sarà un convegno organizzato dalla Fondazione del Ducale stesso e dal Cadtm, una struttura internazionale che da poco ha significativamente modificato la propria denominazione da Comitato per l'abolizione dei debiti del terzo mondo a Comitato per l'abolizione dei debiti illegittimi. Il Cadtm in questi anni, oltre a promuovere una visione differente sui debiti sovrani e sul loro frequente carattere illegittimo, ha partecipato direttamente alle indagini conoscitive dei debiti di Equador e Grecia. Il convegno, dal titolo “Un Giubileo del debito?”, è frutto di una crescente collaborazione di differenti soggetti collettivi e individuali che da anni dedicano attenzione al ruolo dei debiti nell'economia contemporanea. Un incontro di laici e cristiani, un incontro tra esperti del debito, come il belga Eric Toussaint e i monsignori Tommaso Valentinetti e Giovanni Ricchiuti, rispettivamente arcivescovo di Pescara e presidente di Pax Christi. Tutti accomunati dalla volontà di riflettere e ridiscutere ruolo e funzione di un'economia sempre più fondata sulla finanziarizzazione. Dalle contestazioni del G8, in cui una delle parole d'ordine era la cancellazione del debito dei paesi poveri, molte cose sono cambiate, ma molte semplicemente si sono acuite sul medesimo solco. Negli ultimi 15 anni abbiamo scoperto come il debito non sia solo un'arma della finanza globale puntata unicamente sui paesi periferici, ma anche un motore di una crescita finanziaria a livello globale. Un espediente per allontanare gli spettri di una crisi dovuta all'assenza di una effettiva crescita economica. Nel corso di questi anni i debiti sovrani, dopo aver assorbito le perdite private, si sono rivelati insostenibili anche nei paesi occidentali. Lo scorso anno il drammatico caso greco ha svelato come un debito, seppur modesto per entità, possa diventare uno strumento di dominio politico, ancor prima che economico, uno strumento per imporre regole per tutti, per piccoli come per grandi paesi. Il caso ellenico rappresenta una sorta di fallimentare laboratorio dell'austerità intesa come rimedio della crisi. Negli anni Novanta c'erano paesi africani in cui la spesa sociale costituiva un quarto delle spese per interessi sul debito, oggi il riaffacciarsi in Grecia della malnutrizione e della mortalità infantile, cioè nella vecchia e ricca Europa, rappresenta il passaggio di testimone. In questi anni, però, progressivamente si è compreso come il debito sia strumento di dominio e al contempo un viatico per imporre politiche economiche fondate su ulteriori sperequazioni sociali. Nel mondo sono emersi movimenti e organizzazioni che hanno posto l'attenzione su tali dinamiche, finendo per imporre indagini istituzionali e popolari sui bilanci pubblici nazionali e locali e fornendo quindi una radiografia dei debitori e dei creditori, di come erano stati spesi i soldi in nome della sovranità e di quali erano i soggetti che da tali spese avevano tratto vantaggio. Anche in Italia, a piccoli passi, è andata diffondendosi questa consapevolezza sul piano generale e non solo. In diversi territori sono state realizzate indagini indipendenti sui bilanci delle amministrazioni locali, da Parma fino al più recente rapporto sul Comune di Roma. Anche le ultime campagne elettorali non hanno potuto evitare di riflettere sul ruolo dei debiti, sull'impossibilità di qualsiasi politica pubblica senza una rimessa in discussione degli stessi, frutto nel peggiore dei casi di malaffare e nel migliore di tagli continui da parte dello Stato centrale. Insomma sul tema qualcosa si muove. Nella prossima fase occorrerà sfidare amministrazioni nazionali e locali su tale tema, nella consapevolezza che esso costituisce nella sua rigidità una sorta di architrave di qualsiasi politica dominante e nella sua rimessa in discussione l'unica strada per ipotizzare percorsi realmente alternativi, di apertura al cambiamento e all'innovazione. Su questi temi il convegno proverà a misurarsi e a rilanciare per creare le condizioni per una vera e propria campagna contro i debiti illegittimi e le conseguenti politiche fondate sull'austerità.