Nota quotidiana
Giuseppe Lupo
(da Avvenire)
L'idea di una scrittura comunitaria come di una collettività restituita a se stessa, compatta contro l'individualismo che sembra avere indebolito l'immagine del sindacato e, soprattutto, contro l'etica di un capitalismo che mostra il suo volto selvaggio proprio quando avverte il rischio di sconfitta e o di smarrimento.
Nota quotidiana
Giuliano Milani
(da Internazionale)
Il libro di Lorenzo Declich, tra i più attenti conoscitori italiani dei paesi in cui si sono svolte le primavere arabe, è particolarmente benvenuto. Non solo fa una storia del conflitto siriano dal 2011 a oggi, ma lo mette in una prospettiva critica, qualificandolo in modo persuasivo secondo una successione di concetti diversi.
Rassegna dal web
Piero Maestri*
La volontà di ricostruire il senso, le ragioni, i comportamenti delle donne e degli uomini siriane/i che hanno provato a sovvertire quello che fino a quel momento sembrava impossibile. Recensione del libro "Siria, la rivoluzione rimossa".
Corrispondenze
Josep Maria Antentas*
Pubblichiamo un'interessante e approfondita analisi di Josep Maria Antentas, autore per Alegre di "Pianeta indignato", che analizza gli scenari aperti dal referendum in Catalogna, l'importanza della dimensione autorganizzata, la sua composizione sociale, lo stato delle forze in gioco, l'imminente scontro con lo Stato e le possibili linee strategiche per la sinistra catalana e non.
Nota quotidiana
Fabrizio Marcucci
(da Ribalta)*
Si tratta dell’accenno di una piccola rivoluzione, perché questo nuovo scrivere potrebbe essere in grado di modificare la percezione che di sé hanno gli stessi lavoratori, assuefatti alla loro condizione da racconti e descrizioni fatti da altri, e magari portarli a voler cambiare quello che viene descritto come naturalmente dato, che è invece una costruzione che scaturisce da rapporti di forza
Rassegna dal web
Roberto Greco*
Dall'11 al 16 settembre al Teatro Argentina a Roma lo spettacolo teatrale "Ritratto di una nazione - L'Italia al lavoro" con al suo interno anche lo spettacolo "Meccanicosmo" tratto dal libro "Meccanoscritto". Un teatro inchiesta dove il lavoro è declinato nei suoi molteplici modi presenti.
Rassegna dal web
Alberto Prunetti
(da Giap)*
Quello che una scrittura working class dovrebbe fare, è fornire un nuovo immaginario a una nuova working class che esiste già come classe in sé. L’esempio del libro Meccanoscritto è fondamentale: mette in tensione le storie operaie di ieri e di oggi e ricostruisce la memoria del conflitto.
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