Corrispondenze
Intervista di Paco Martinez
(da il manifesto)*
Sui media nazionali e internazionali si identifica l’«opposizione» con la destra ma per i sondaggi più affidabili, gran parte dei venezuelani oggi rifiuta il governo. È un ampio spettro di popolazione: da piccoli gruppi di sinistra a una serie di attori prima chavisti poi disincantati dal governo Maduro.
In movimento
Emmanuel Rodríguez e
Brais Fernández*
Il contropotere è una strategia appropriata alla frammentazione della politica dello stato e della crisi capitalista. Piuttosto che una riununcia ad affrontare il problema del potere, il contropotere si comprende a partire dalla crisi della forma moderna del potere: lo stato.
Nota quotidiana
Giuliano Milani
(da Internazionale)
Dietro il pretesto della difesa di presunte tradizioni sotto attacco (come quelle padane difese dai leghisti o quelle laiche difese in Francia dal Front national) si stia procedendo a un processo di identificazione del nemico su basi identitarie, un processo che non promette niente di buono.
Nota quotidiana
Lorenzo Declich
(da il manifesto)*
Sul cibo, cosa di cui non si può fare a meno e che possiamo reperire sempre più solo nella grande distribuzione, i capitalisti applicano tutto lo strumentario ideologico che renderebbe vario e "pieno di opportunità" questo mondo.
Nota quotidiana
George Souvlis e
Ankica Čakard intervistano
Cinzia Arruzza
Cinzia Arruzza, autrice per le nostre edizioni di Storia delle storie del femminismo (con Lidia Cirillo, 2017) e Le relazioni pericolose (2010), insegna Filosofia presso la New School for Social Research di New York. Pubblichiamo questa lunga intervista uscita su PalermoGrad.
Nota quotidiana
Cesare De Michelis
(Domenicale del Sole 24 Ore)
Vittorini annunciava che l’industria era cresciuta tanto da trasformare la stessa letteratura, costretta a misurarsi con il mondo nuovo: in queste pagine la consapevolezza è minore, ma la voglia di avere una voce propria, di non doversi più affidare alle parole degli altri, è travolgente.
Nota quotidiana
Simone Pieranni
(da il manifesto)*
Il cuore del volume è la scoperta di quella storia «indicibile», la necessaria volontà di raccontarla con parole sue, con quelle del nonno, con quelle di chi l’ha conosciuto, con frammenti di film, mozziconi di parole raccolte dai vecchi amici, immaginazione specie per quanto riguarda la nonna e la sua vita in prigione.
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