La liquefazione della classe

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Recensione di Giuliano Milani su «Internazionale» del 14 giugno 2019

Quello che ormai chiamiamo “sovranismo” non è un problema che riguarda solamente la destra. Tutt’altro. La tesi di questo libro parte dalla constatazione che molte persone che nella loro vita privata s’impegnano per cambiare in meglio la società in cui vivono o che ritengono che di questo bisognerebbe preoccuparsi, quando s’incontrano, si ritrovano in disaccordo su quasi tutto. La ragione è la seguente: un’ideologia ci ha convinto che le classi sociali non esistono. Solo considerando questo elemento si capisce come una parte della sinistra ha accettato una logica di esclusione degli stranieri. Solo questo spiega come sia stata bizzarramente recisa la strutturale alleanza tra la lotta per l’emancipazione sociale e quella per i diritti delle donne e degli omosessuali. Solo questo può far comprendere perché delle persone che avevano partecipato a queste e a quelle lotte hanno cominciato ad amoreggiare con l’idea di nazionalismo e di sovranità nazionale. Solo questo, infine, può far capire come sia andata disperdendosi la possibilità di criticare le istituzioni europee senza sposare l’ideologia di destra. Capitolo dopo capitolo, questi aspetti vengono passati in rassegna in modo documentato e brillante da Vanetti, programmatore e attivista. Si esce dalla lettura con l’impressione che sia difficile considerare la crisi della sinistra e la nascita del sovranismo due cose diverse.