E' uscito l'ultimo numero di Erre interamente dedicato alla scomparsa di Daniel Bensaid. Leggi il sommario e in allegato l'articolo introduttivo
strong>IMPRESCINDIBILE DANIEL
EDITORIALE (Salvatore Cannavò)
PRIMO PIANO
Daniel Bensaid, l'ultimo intempestivo (Cinzia Arruzza)
L'atto di nascita, il '68 (Alain Krivine)
El bensa (Miguel Romero)
A Daniel che rischiara il cammino (Edwy Plenel)
Un comunista allergico all'ortodossia (Felice Mometti)
IDEEMEMORIE[...]
Il ricordo dell'amico e compagno Lowy. Leggi anche il commiato di Edwy Plenel, ex direttore di Le Monde
Daniel Bensaid ci ha lasciati. E' una perdita irreparabile, non solamente per noi, i suoi amici, i suoi compagni di lotta, ma per la cultura rivoluzionaria. Con la sua irreverenza, il suo umorismo, la sua generosità, la sua immaginazione, era un esemplare raro dell'intellettuale militante, nel senso forte del termine.[...]
Il ricordo su Liberazione
Molti l’hanno conosciuto anche in Italia non solo per quello che scriveva, ma per il suo tenace impegno militante. Anche se malato da anni (all’AIDS si era aggiunto un tumore) Daniel Bensaïd non aveva mai rinunciato a viaggiare per partecipare a convegni, seminari, riunioni politiche. Aveva un desiderio di conoscenza insaziabile, e sapeva che la conoscenza non si acquista solo sui libri.[...]
Il ricordo sull'Unità
Comunista, trotzkista, animatore del maggio '68 a Parigi al tempo dei suoi studi a Nanterre. Ma soprattutto teorico e filosofo marxista, ostinato fino all'ultimo, nel segno di una concezione «prassistica» del marxismo, tra Gramsci, Korsh, Bloch e Althusser. Questo era Daniel Bensaid, nato nella capitale francese nel 1946 e scomparso ieri all'età di 63 anni dopo una lunga malattia.[...]
Bensaid, filosofo e militante politico dell'Npa francese si è spento il 12 mattina a Parigi. Scompare una delle menti migliori d'Europa, un'immensa perdita per il pensiero critico e il marxismo internazionale.
Abbiamo perso una delle menti migliori di questa Europa sconfitta e depressa. Daniel Bensaid ha saputo irradiare con la sua immensa capacità di scrittura e di riflessione diverse generazioni politiche e militanti e non è un caso se oggi lo piangono quelli della sua generazione, la generazione post-sessantotto e anche i più giovani.[...]